lunedì 13 gennaio 2014

Autocarro Fiat 684 N

Autocarro Fiat 684 N
















Storia e Tecnica:


Il Fiat 684 N è un autocarro medio - pesante prodotto dalla Fiat tra il 1970 e il 1980, dotato di nuova e confortevole cabina, con strumentazione completa e ricca di accessori,  aveva una portata di quasi 8 tonnellate, poteva trainare un rimorchio da 18 tonnellate a pieno carico.

Il Fiat 684 N faceva parte della fortunata serie 600 di autocarri Fiat,  e sostituiva l'autocarro Fiat 643 E nella classe 15,5-17,5 tonnellate.

Negli anni 60 - 70 la Fiat era una delle poche case europee ad avere in catalogo ben 50 modelli di veicoli industriali, disponibili in oltre trecento versioni, dal piccolo furgone all'autocarro fino all' autotreno per trasporti internazionali.

Il nuovo Fiat 684 N completava la gamma di autocarri per il trasporto merci a lungo raggio, disponibile nelle versioni a 2 o 3 assi, oppure come trattore per semirimorchio, disponibile in diversi tipi di passo e lunghezza.

L'autocarro Fiat 684 N era un veicolo che rispondeva alle nuove esigenze del trasporto a lungo raggio, portata utile elevata, motore semplice e affidabile, potenza 200 CV DIN a 2500 giri/min, a differenza dello spartano Fiat 643, nel nuovo autocarro Fiat 684 N, era stata dedicata particolare cura  al comfort della cabina e alla comodità del conducente e del passeggero.

La cabina del Fiat 684 era completamente diversa da quella che equipaggiava il Fiat 643, era dotata di parabrezza panoramico con tre tergicristalli a 2 velocità e dispositivo lavavetro, 2 comodi sedili regolabili sia in altezza che longitudinalmente, il sedile del passeggero era del tipo Relax con appoggiatesta e braccioli.

Nuovo l'impianto di riscaldamento e ventilazione, con doppio ventilatore  a due velocità, nel Fiat 684 N era stata presa finalmente in considerazione la qualità della vita dell'autista e del passeggero, la nuova cabina era adeguatamente insonorizzata e dotata di utili accessori come il cassetto portaoggetti, visiere parasole, posacenere, illuminazione interna, inoltre la cabina era isolata elasticamente dal telaio e fornita a richiesta di 2 comodi lettini e tendine per chiudere il vano cuccette.

La cabina è la parte che esteticamente rappresenta la maggiore differenza tra il Fiat 684 N e il Fiat 643, grazie al nuovo disegno squadrato, fari e luci di posizione incassati nel paraurti, ampia e funzionale griglia apribile per accedere facilmente al radiatore e al bocchettone dell'olio. 

Il motore del Fiat 684 N era di nuova concezione, tipo 8200.02 A ciclo Diesel, 9819 cc, iniezione diretta, vantava numerose migliorie, come le canne dei cilindri sfilabili ad alta resistenza, anelli cromati, valvole di scarico in acciaio con riporti di stellite, nuovo impianto di raffreddamento più efficiente, nuovi supporti del motore in grado di eliminare la trasmissione di vibrazioni del motore al telaio in tutte le condizioni.

Migliorato anche il gruppo frizione - cambio, il Fiat 684 N aveva  la frizione con servocomando pneumoidraulico, cambio a 10 rapporti in avanti + 2 retromarce, con innesti sincronizzati eccetto la prima, moltiplicatore a comando pneumatico preselettivo.

Anche l'impianto frenante era di moderna concezione, se con i precedenti modelli si rischiava di rimanere senza aria, nel Fiat 684 N il problema era stato risolto con l'adozione di un nuovo impianto frenante pneumatico a 4 serbatoi e compressore monocilindrico di grande capacità.

Il Fiat 684 N raggiungeva velocità massime comprese tra 76 e 95 km/h a seconda del rapporto al ponte.


Caratteristiche tecniche:

  • Motore:  ciclo Diesel tipo 8200.02 A, sei cilindri in linea, 9819 cc potenza max 200 Cv a 2500 giri/min, coppia max 70 kgm a 1200 giri/min, alesaggio x corsa = 122 x 140 mm
  • Cambio: 10 velocità + 2 RM,  moltiplicatore a comando elettropneumatico, frizione monodisco a secco con servocomando pneumo - idraulico
  • Impianto frenante: freni a tamburo su tutte le ruote, impianto pneumatico a due circuiti indipendenti, quattro serbatoi, compressore monocilindrico, freno motore a comando indipendente a pedale.
  • Sospensioni: anteriori a balestre con ammortizzatori idraulici telescopici, posteriori a balestre a doppia flessibilità e molla ausiliaria.
  • Portata utile: tra 7.700 e 7950 kg a seconda del passo
  • Peso: in ordine di marcia tra 6.050 e 6.300 a seconda del modello.
  • Peso rimorchiabile: 18 tonnellate     
  • Passo: disponibile in 3 tipi, 3,48 - 4,09 - 4,71 metri
  • Dimensioni: larghezza cassone 2,43 metri, lunghezza cassone a seconda del passo, 3,99 - 4,74 -5,65 metri.
  • Velocità massima: 76 - 95 km/h            

sabato 4 gennaio 2014

Fiat 124 Sport Coupè Prima Serie

Fiat 124 Sport Coupè










La Storia:


 La Fiat 124 Sport Coupè è stata presentata al Salone dell'Automobile di Ginevra del 1967 esattamente un'anno dopo la  Fiat 124 berlina, e contemporaneamente alla 124 familiare, completando la gamma delle 124 che risultava composta da berlina, familiare, sport spider e sport coupè.

La Fiat 124 Sport Coupè è stata progettata dal Centro Stile Fiat e realizzata interamente dalla Fiat stessa, con l'obiettivo di offrire alla clientela una coupè piacevole, affidabile, comoda anche ai sedili posteriori, quest'ultimo particolare ne favorì molto le vendite, perchè anche gli appassionati di auto sportive gradiscono avere una macchina comoda per 4 persone.

Anche il prezzo era un punto di forza, la Fiat 124 Sport Coupè costava meno della Sport Spider, e costava meno di alcune vetture concorrenti con analoghe caratteristiche.

La Fiat 124 Sport Coupè fu un successo commerciale, grazie al buon prezzo di listino, discreta abitabilità, motore potente e affidabile, impianto frenante efficace e buona tenuta di strada, nonostante il consumo elevato, la linea non eccezionale, bagagliaio ridotto, e alcune infiltrazioni di acqua nell'abitacolo, in particolare attraverso i deflettori, alla battuta inferiore delle portiere e nel bagagliaio.

La Fiat 124 Sport Coupè è stata prodotta in grandi numeri, ma oggi ne sono rimasti pochi esemplari.


La Tecnica:


La Fiat 124 Sport Coupè è stata realizzata seguendo l'impostazione meccanica e con gli stessi gruppi meccanici usati sulla 124 Sport Spider, il motore è un bialbero a camme in testa Fiat da 1438 cc, che sviluppa 90 CV DIN a 6500 giri/min, adozione dell'alternatore in luogo della dinamo, cambio a 4 marce, sulla 124 Sport Spider c'era la quinta di riposo.

Esteticamente la Fiat 124 Sport Coupè era abbastanza piacevole, ma  non entusiasmante, vetture come l'Alfa Romeo Giulia Gt erano molto più belle, la forma della carrozzeria piuttosto allungata e poco armoniosa dipese dalla necessità della Fiat di creare una coupè comoda anche ai sedili posteriori, infatti la Fiat 124 Sport Coupè era una comoda 2+2, i sedili anteriori erano comodi e ben profilati, quelli posteriori ben imbottiti, e offrivano spazio a sufficienza per 2 persone di media statura.

Il grado di finitura era buono, in linea al prezzo e alla classe della vettura, sia per la plancia che per la qualità degli arredamenti, i comandi erano tutti comodi e facili da raggiungere, ben visibile la strumentazione, comodo l'assetto di guida, buona la dotazione di accessori.     

La Fiat 124 Sport Coupè aveva un motore potente, elastico e silenzioso, che garantiva una velocità massima di quasi 170 km/h, buona accelerazione e ripresa, elevato il consumo di carburante, rispetto alle concorrenti della stessa categoria.

La meccanica della Sport Coupè era in comune con la spider, e faceva  registrare caratteristiche stradali simili, buona tenuta di strada in tutte le condizioni, freni efficaci.


Caratteristiche Tecniche:


  • Motore: 4 cilindri in linea doppio albero a camme in testa,  1438 cc, potenza max 90 CV DIN a 6500 giri/min, alesaggio x corsa = 80 x 71,5 mm, rapporto di compressione 8,9 : 1 , coppia max 11 mkg DIN a 3600 giri/min


  • alimentazione: un carburatore invertito doppio corpo Weber 34 DFH/3


  • Trasmissione: motore anteriore, trazione posteriore, cambio a 4 marce tutte sincronizzate con frizione monodisco a secco, rapporto al ponte 4,1 : 1


  • Corpo vettura: coupè 4 posti 2 porte, carrozzeria portante, avantreno a ruote indipendenti, retrotreno a ponte rigido con puntoni longitudinali di reazione, molle elicoidali, ammortizzatori idraulici, barra trasversale.


  • Freni idraulici a disco sulle 4 ruote, azionamento a pedale.


  • Dimensioni: lunghezza 4,11 m, larghezza 1,67 m, altezza 1,34 m, peso a vuoto 960 kg


  • Pneumatici: 165 - 13


  • Serbatoio carburante 45 litri


  • Prestazioni: velocità max 170 km/h


  • Consumo medio: 9,5 l/100 km/h.

  • giovedì 2 gennaio 2014

    Alfa Romeo Alfetta 2000 modello 1977


    Alfa Romeo Alfetta 2000











    La Storia:

    L'Alfetta 2000 è stata presentata al Salone dell'Automobile di Ginevra del 1977, sostituiva L'Alfa 2000 berlina, una vettura ormai superata sia di meccanica che di carrozzeria.

    L'Alfetta 2000 a parte qualche difetto nelle finiture, è stata definita all'epoca come una delle migliori 2 litri europee, sorella maggiore dell' Alfetta 1800, andava a colmare il segmento di vetture di cilindrata medio - alta, la classe 2000 era poco apprezzata nel mercato italiano, ma molto importante in quello europeo.

    Sulla nuova Alfetta 2000 non sono stati fatti cambiamenti sostanziali rispetto all'Alfetta 1800, il motore era quello dell'Alfa 2000, l'Alfa Romeo cercò di rinnovare carrozzeria e interni,  eliminare difetti, migliorare abitabilità, confort di marcia e funzionalità delle varie componenti interne e meccaniche, in particolare sono stati migliorati lo spazio a disposizione, i sedili, la plancia, l'impianto di climatizzazione.

    Notevole miglioramento delle finiture rispetto alla 1800 ma ancora non all'altezza delle ottime qualità meccaniche, l'Alfa Romeo stentava ancora ad allinearsi alla concorrenza.


    La tecnica:


    L' impostazione tecnica dell'Alfetta 2000 rimaneva quella classica, ovvero motore anteriore, trazione posteriore, il motore due litri derivava direttamente dall' Alfa 2000 berlina del 1971, un corsa lunga da 1962 cc e 122 CV DIN, quattro cilindri in linea, doppio albero a camme in testa, 2 carburatori a doppio corpo.

    La struttura meccanica dell'Alfetta 2000  era identica alla 1800, trazione posteriore, retrotreno a ponte de Dion, parallelogramma di Watt, cambio in blocco al differenziale, dischi freno posteriori all'uscita dei semiassi, sospensioni anteriori a bracci oscillanti e barre di torsione longitudinali integrate da una barra antirollio, la taratura delle sospenzioni dell'Alfetta 2000 era più morbida di quella della 1800.

    Impianto frenante  a 4 dischi a doppio circuito con servofreno e limitatore di frenata al retrotreno, sterzo a cremagliera.

    Dal punto di vista estetico la linea della carrozzeria dell'Alfetta 2000 rimaneva invariata, ma il nuovo modello si distingueva dal precedente per il frontale ridisegnato e più lungo di 10 centimetri, con 2 nuovi proiettori rettangolari in luogo dei 4 rotondi, nuovo il paraurti, cambiava l'incernieratura del cofano non più controvento.

    Altri particolari modificati con L'Alfetta 2000 erano i cerchioni delle ruore, le maniglie delle porte, scomparivano i deflettori, maggiorata la griglia di espulsione dell'aria dall'abitacolo, modifiche che non cambiavano la linea dell'Alfetta anche se la nuova 2000 era stata definita "meno personale" meno sportiva e grintosa della 1800.

    Nuovi  i gruppi ottici, e il paraurti al posteriore.

    L'abitacolo dell'Alfetta 2000 è stato completamente rinnovato, sia nella plancia che nell'arredamento, che confermava il desiderio dell'Alfa Romeo di migliorare confort e finiture per allinearsi alla concorrenza.

    L'Alfetta 2000 era più spaziosa, i sedili sono stati ridisegnati e modificati, si stava comodi in 4, il quinto passeggero stava scomodo causa del tunnel della trasmissione, ottimo il posto di guida grazie al volante regolabile in altezza che garantiva ottimi assetti di guida.

    La plancia dell'Alfetta 2000  è stata completamente ridisegnata, alcuni particolari però non erano all'altezza della classe della vettura, il volante copriva parte della strumentazione, eccellente la dotazione di serie della strumentazione.

    Le finiture dell'Alfetta 2000 non erano ancora all'altezza della sua categoria, anche se risultavano notevolmente migliorate rispetto alle precedenti Alfa Romeo che lasciavano molto a desiderare.

    L'abitacolo della nuova 2000 era più accogliente grazie all'uso di stoffe e panno di qualità nei rivestimenti, alla moquette per il pavimento.
    Troppa plastica rigida per il cruscotto, profilatura dei sedili  e plancia non adeguate alla classe della vettura, insomma per quanto riguardava le finiture la concorrenza riusciva a fare di meglio.

    L'Alfetta 2000 offriva prestazioni elevate, velocità massima di quasi 185 km/h, ripresa e accelerazione di buon livello, le modifiche alle sospensioni alcune migliorie meccaniche hanno determinato un miglioramento della guidabilità e del confort di marcia, il motore era elastico e riprendeva senza fatica dai bassi regimi, pochi motori della classe 2 litri potevano competere con quello dell'Alfetta in termini di prestazioni e di affidabilità.

    Il cambio dell'Alfetta 2000 presentava problemi di manovrabilità e rumorosità a causa della lunghezza dei leveraggi e dei giochi, la prima aveva difficoltà di inserimento, la corsa della leva era troppo lunga imprecisa e legnosa, rumorosità dei leveraggi con motore al minimo.

    Il nuovo assetto delle sospensioni e le qualità dello sterzo garantivano all'Alfetta 2000 un' ottima tenuta di strada, il comportamento in curva era neutro con sovrasterzo finale, un comportamento sicuro ad ogni velocità, la sicurezza alla guida dell'Alfetta 2000 era difficilmente percepibile su altre vetture della stessa categoria, la tenuta di strada era ottima su asciutto e bagnato, discreta sullo sconnesso.

    Il consumo dell'Alfetta 2000 era contenuto se non si esagerava con l'acceleratore, ma diventava elevato sfruttando la potenza del motore, guidando regolarmente si potevano percorrere 10 chilometri con un litro di carburante, spingendo di più non si stentava a scendere a 7 - 8 chilometri con un litro.


    Caratteristiche tecniche:

    • motore: bialbero 1962 cc, alesaggio x corsa = 84 x 88,5 mm
    • potenza max: 122 CV DIN a 5300 giri/min
    • coppia max 17,9 mkg DIN a 4000 giri/min
    • alimentazione: 2 carburatori a doppio corpo Dell'Orto DHLA 40 G
    • trasmissione: motore anteriore trazione posteriore, cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati in blocco con il differenziale,frizione monodisco a secco, retrotreno a ponte de Dion con parallelogramma di Watt
    • freni: idraulici a disco sulle 4 ruote con limitatore al retrotreno e servofreno, dischi posteriori all'uscita del differenziale
    • carrozzeria: berlina 4 porte 5 posti, scocca autoportante in acciaio
    • dimensioni: lunghezza 4,38 m, larghezza, 1,64 m, altezza 1,36 m, peso 1140 kg in ordine di marcia.
    • prestazioni: velocità max 185 km/h
    • consumo: medio 10,1 litri x 100 km
    • pneumatici: 165 HR 14
    • serbatoio: 49 litri
    • accessori a richiesta: vernice metallizzata, cerchi in lega, condizionatore d'aria
    Costo della vettura nel 1977: 7.882.000 lire
    Valutazione attuale: 4500 euro (ruoteclassiche ottobre 2013)

    Hanno parlato di lei:
    • quattroruote gennaio 1977 n°253 autonotizie
    • quattroruote giugno 1977 prova su strada
    • ruoteclassiche n°219 marzo 2007

    sabato 28 dicembre 2013

    Auto Union Audi 100 GL Serie C1

    Auto Union Audi 100 GL














    L'Auto Union Audi 100 conosciuta anche come Serie C1 era una berlina di classe superiore, la più potente e lussuosa della gamma Audi, prodotta tra il 1968 e il 1974, era destinata ad un pubblico esigente e raffinato, che desiderava una berlina di classe veloce e potente, con caratteristiche abbastanza diverse da quelle delle concorrenti ad un prezzo non eccessivo. 

    L'Auto Union Audi 100 venne presentata alla fine del 1968, ricordiamo che l'Audi era ritornata a produrre automobili nel 1965 grazie al contributo di Volkswagen, Mercedes e Nsu, dopo 30 anni di assenza.

    L'Auto Union Audi 100 GL era il modello di punta della produzione Audi, presentata nel 1971 dervava direttamente dall'Auto Union Audi 100 LS, della quale manteneva la stessa impostazione tecnica, berlina a 3 volumi  dalle linee classiche, l'aspetto esterno è identico a quello della 100 LS, dalla quale si distingueva per il frontale a quattro fari rotondi come nella 100 Coupè, L'ASuto Union Audi 100 GL montava lo stesso motore della 100 coupè, un quattro cilindri  da 1871 cc depontenziato per l'adozione di un singolo carburatore bicorpo.


    La Tecnica:


    L'impostazione meccanica dell'Auto union Audi 100 GL ricalca quella della 100 LS, il motore è quello della 100 coupè erogante 112 CV DIN, che spinge la vettura ad una velocità massima di 180 km/h, lo schema fondamentale della meccanica è uguale a quello di tutte le altre Audi allora in produzione, ovvero motore anteriore inclinato sulla sinistra con distribuzione ad aste e bilancieri, trazione anteriore, sospensione anteriore a triangoli sovrapposti oscillanti, sospensione posteriore a ponte rigido con bracci di spinta longitudinali e barra Panhard, freni antriori a disco all'uscita del cambio, posteriori a tamburo e servofreno.

    Esternamente l'Auto Union Audi 100 GL è identica all'Audi 100 LS eccezion fatta per il frontale a quattro fari rotondi di eguale diametro, le linee della carrozzeria dall'aria austera e raffinata,  ricordano quelle di alcune Mercedes, di notevoli dimensioni L'Auto Union Audi 100 GL era un'auto di classe.

    Internamente l'Auto Union Audi 100 GL è comoda per 5 persone grazie alle notevoli dimensioni della carrozzeria, lunga ben 4,62 metri, e grazie alla disposizione all'avantreno degli organi della trasmissione, sedili comodi e ben accessibili grazie alle portiere di ampie dimensioni, il posto di guida è comodo ma piuttosto infossato, plancia tradizionale ben curata,  strumentazione e dotazione di accessori adeguata alla classe della vettura.

    Il motore dell'Auto Union Audi 100 GL è potente ed elastico, piuttosto rumoroso, eroga 112 Cv DIN e consente una velocità massima di 180 km/h, nell'Audi 100 LS si arrivava a 170 km/h, consente una buona accelerazione, da 0 a 100 km/h in 10,7 secondi, il consumo è il linea alle prestazione della vettura, ma aumenta di molto alle alte velocità.

    Il cambio a 4 marce a leva corta è ben sincronizzato e consente innesti rapidi, freni potenti, modulabili e resistenti alla fatica, sterzo buono, il comfort di marcia è buono grazie ai sedili molto comodi, ma è disturbato dalla rumorosità del motore, tenuta di strada buona, un pò meno sul bagnato causa la tendenza al derapaggio, per la tenuta sul bagnato influisce molto la qualità dei pneumatici, caratteristiche sottosterzanti tipiche della trazione anteriore.  


    Caratteristiche Tecniche:


  • motore: 4 cilindri in linea 1871 cc, alesaggio x corsa = 84 x 84,4 mm
  • alimentazione: un carburatore invertito doppio corpo Solex 32 TDID
  • distribuzione: valvole testa, aste e bilancieri, albero a camme laterale, catena 
  • potenza max: 112 CV DIN a 5600 giri/min
  • coppia max: 16,3 Mkg DIN a 3500 giri/min
  • trasmissione: motore anteriore, trazione anteriore, cambio a 4 rapporti tutti sincronizzati, frizione monodisco a secco.
  • freni: idraulici a disco all'avantreno, a tamburo al retrotreno, doppio circuito e servofreno.
  • carrozzeria: berlina 4 porte, 5 posti, telaio a piattaforma 
  • dimensioni: lunghezza 4,62 m, larghezza, 1,72 m, peso a vuoto 1050 kg
  • prestazioni: velocità max 180 km/h
  • consumo: a 80 km/h 6,85 litri/100 km - a 100 km/h 8,13 litri x 100 km -  a 120 km/h 9,98 l/ 100 km - consumo medio 8,9 litri/100 km
  • pneumatici: 165 SR 14   
  • serbatoio: 58 litri
  • giovedì 26 dicembre 2013

    Audi 90 2.0 Serie B3 (1987 - 1989)

    Audi 90 2.0 Serie B3
     

















    La Storia:


    L'Audi 90 serie B3 è  viene presentata alcuni mesi dopo il lancio dell' Audi 80, dalla quale deriva direttamente e si propone come per i modelli precedenti come versione lussuosa dell'Audi 80, mantenendo la stessa carrozzeria, ma con le consuete modifiche ovvero paraurti in tinta con la carrozzeria, frontale con fari e mascherina rivisti, gruppi ottici posteriori ampliati e interni lussuosi.

    La motorizzazione prevedeva propulsori a 4 e 5 cilindri a benzina e il  4 cilindri turbodiesel, in Italia vennero commercializzate le seguenti versioni:

    • Audi 90 1.8 motore 4 cilindri in linea di 1781 cc a iniezione elettronica da 112 CV
    • Audi 90 2.0 E motore a 5 cilindri in linea di 1994 cc a iniezione elettronica da 116 CV
    • Audi 90 2.0 20V  motore 5 cilindri bialbero 20 valvole da 1994 cc da 158 CV anche in versione integrale.
    • Audi 90 Turbodiesel motore a 4 clindri Turbodiesel  
    L'Audi 90 2.0 era la versione intermedia della gamma 90, stessa carrozzeria dell'Audi 80 ma con motore 2 litri a 5 cilindri, gruppi ottici posteriori modificati, paraurti in tinta con la carrozzeria, frontale modificato con gruppi ottici e fendinebbia nuovi, interni più lussuosi e meglio accessoriati. 


    La Tecnica:


    Il motore a 5 cilindri dell'Audi 90 a iniezione meccanica gestita elettronicamente, deriva da quello della 80, eroga 115 CV, è il classico e collaudato 5 cilindri Audi già montato nelle precedenti versioni, ma aggiornato con dispositivi elettronici che ne migliorano il funzionamento.

    L'Audi 90 2.0 dispone di sospensioni anteriori tipo Mac Pherson, posteriori ad assale rigido con bracci longitudinali e biella trasversale barra Panhard di sostegno.

    Interessante il nuovo sistema di sicurezza passiva Procon Ten che in caso di impatti frontali molto violenti sfrutta l'arretramento del motore per allontanare il piantone dello sterzo dal guidatore e pre - tendere le cinture di sicurezza.

    Il motore è molto regolare e progressivo nella ripresa dai bassi regimi, ben insonorizzato e dalla rumorosità gradevole, consente una velocità massima di quasi 200 km/h una delle più alte nella sua categoria, grazie all'ottimo profilo aerodinamico della carrozzeria, discreta l'accelerazione e anche la ripresa.

    L'impianto frenante a 4 dischi e dell'ABS a richiesta è eccellente, buono anche il cambio caratterizzato da innesti precisi ed escursione breve della leva.

    I consumi dell' Audi 90 2.0 sono contenuti anche sfruttando il motore difficilmente si percorrono meno di 10 km con un litro.

    La taratura delle sospensioni dell'Audi 90 2.0 è piuttosto morbida, ma stabilità e tenuta di strada sono comunque sicure in ogni situazione.   

    Esternamente l'Audi 90 2.0 differisce di poco dall'Audi 80 ha una linea piacevole e moderna, l'abitabilità è buona per 4 persone, il posto di guida è piuttosto infossato, manca il volante regolabile, la plancia è ben realizzata con materiali di qualità, discreta la strumentazione, potente ed efficace la climatizzazione, bagaliaio poco capiente.

    Il grado di finitura dell'Audi 90 2.0 sia interno che esterno è di alto livello sia per la scelta dei materiali che per la cura nell'assemblaggio, per il buon gusta nell'accostamento dei colori e nella realizzazione delle forme, lamierati accuratamente allineati e ben verniciati.


    Caratteristiche Tecniche:


  • motore: anteriore 5 cilindri in linea 1994 cc, alesaggio x corsa = 81x77,4 mm
  • distribuzione: 1 albero a camme in testa, punterie idrauliche, 2 valvole per clindro
  • potenza max: 115 CV DIN a 5400 giri/min - KW 85
  • coppia max 172 NMm a 4000 giri/min
  • trasmissione: cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati frizione monodisco a secco.
  • freni: idraulici a disco sulle 4 ruote con servofreno, sistema ABS a richiesta
  • carrozzeria: berlina 3 volumi 4 porte 5 posti
  • dimensioni: lunghezza 4,393 m, larghezza, 1,695 m, altezza 1,397 m, peso 1110 kg
  • prestazioni: velocità max  oltre 199 km/h
  • consumo: a 90 km/h 7,0 litri/100 km, a 120 km/h 8,6 litri x 100 km
  • pneumatici: 195/60 VH 14
  • serbatoio: 68 litri

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    Fiat 124 Berlina (1966 - 1970)

    Fiat 124 Berlina













    La Fiat 124 viene presentata nel Marzo del 1966, come berlina media italiana ed europea, derivata dalla Fiat 1100 D, la Fiat 124 ottenne un immediato successo, tanto che fu premiata come Auto dell'anno 1966.

    Con la 124, la Fiat voleva inserirsi nel mercato europeo delle berline di cilindrata attorno al litro, questa vettura ottenne un successo tale che fu venduta  in 4.000.000 di esemplari in tutto il mondo di cui 1.543.000 nel mercato italiano, infatti nella realizzazione della 124, la Fiat ha tenuto conto delle richieste del mercato mondiale delle vetture con cilindrata compresa tra 1100 e 1300 cc, ovvero dimensioni esterne contenute, buona disponibilità di spazio per abitabilità e bagagliaio, motore brillante e consumi contenuti.

    La Fiat 124 è stata costruita in versione berlina, station wagon, coupè e spider.   


    La Tecnica:


    L'impostazione meccanica della Fiat 124 è piuttosto classica, e in linea con i canoni dell'epoca, motore anteriore, trazione posteriore a ponte rigido, con puntoni longitudinali, molloni elicoidali e barra Panhard, e braccio di prolungamento del ponte, senza balestre semielittiche,  è la prima volta che una vettura Fiat adotta questo schema di sospensioni.

    Il motore è un quattro cilindri in linea superquadro, l'alimentazione è a carburatore orizzontale a doppio corpo, l'albero motore è montato su 5 supporti di banco, distribuzione a valvole in testa con aste e bilancieri.
    Il cambio è a 4 velocità + retromarcia, con comando a leva centrale

    Esteticamente la Fiat 124 ha una linea semplice e squadrata, con canoni stilistici nuovi rispetto agli altri modelli Fiat, il disegno è piacevole, elegante e sobrio, l'abitabilità è buona con 4 posti comodi, si sta anche in 5, il bagagliaio è ampio.

    Internamente l'assetto di guida è comodo di impostazione turistica, comodi anche i vari comandi, il grado di finitura è discreto, la Fiat 124 è stata realizzata in modo da tenere bassi i costi ed essere competitiva sul mercato, infatti la strumentazione e gli accessori sono ridotti al minimo indispensabile, la semplicità di realizzazione rende facile la piccola manutenzione.

    Il motore della Fiat 124 è pronto potente ed elastico e poco rumoroso, consente una velocità massima di oltre 145 km/h, elevata in relazione alla classe della vettura, la brillantezza del motore consente una notevole accelerazione e una buona ripresa, con un discreto consumo.

    La tenuta di strada è buona sull'asciutto, meno buona sul bagnato, il comfort di marcia è migliorabile, la frenata è sicura.


    Caratteristiche Tecniche:

      
  • Motore: 4 cilindri in linea superquadro ad aste e bilancieri 1197 cc, potenza max 60 CV DIN a 5600 giri/min, alesaggio x corsa = 73 x 71,5 mm, rapporto di compressione 8,8 : 1 , coppia max 8,9 mkg DIN a 3400 giri/min

  • alimentazione: un carburatore orizzontale doppio corpo Solex C32 PHH/6

  • Trasmissione: motore anteriore, trazione posteriore, cambio a 4 marce tutte sincronizzate con frizione monodisco a secco, rapporto al ponte 4,3 : 1

  • Corpo vettura: berlina 5 posti 4 porte, carrozzeria portante, avantreno a ruote indipendenti, retrotreno a ponte rigido con puntoni longitudinali di reazione, molle elicoidali,  ammortizzatori idraulici, barra Panhard.

  • Freni idraulici  a disco sulle 4 ruote, azionamento a pedale.

  • Dimensioni: lunghezza 4,03 m, larghezza 1,62 m, altezza 1,36 m, peso a vuoto 820 kg

  • Pneumatici: 155 - 13

  • Serbatoio carburante 39 litri

  • Prestazioni: velocità max oltre 145 km/h

  •  Consumo medio: 8,5 l/100 km/h.



  • Prezzo di listino su strada nel 1966: 1103.900 lire
    Valutazione Attuale: 2500 euro (Ruoteclassiche Novembre 2013)
          

    mercoledì 25 dicembre 2013

    Alfa Romeo Alfetta 2000 modello 1982


    Alfa Romeo Alfetta 2.0 1982
















    Dal 1982 tutte le Alfetta vengono realizzate con carrozzeria unificata al modello 2000, la nuova Alfetta 2000  ha una linea classica, piuttosto datata, deriva dall'Alfetta 2000 del 1977, ma è ancora molto simile al primo modello del 1972, l'Alfetta è in catalogo da 10 anni ma nonostante tutto piace ancora agli automobilisti visto che è la più venduta nella sua categoria, l'Alfetta è una delle berline europee più potenti nel segmento della cilindrata 2000.

    Il suo successo dipende dalla meccanica affidabile e collaudata, dalla generosità delle prestazioni e dal prestigio che ha ottenuto come berlina tradizionale, personale ed elegante.


    La Tecnica:


    L'Alfetta 2000 modello 1982 è l'aggiornamento dei modelli precedenti, e non presenta rilevanti novità, la scocca non cambia, le modifiche riguardano le finiture e la migliore dotazione di accessori come il retrovisore esterno elettrico, l'antenna incorporata nel parabrezza, i rapporti del cambio più lunghi per diminuire il consumo di carburante.

    Il motore è sempre il classico bialbero a 4 cilindri derivato da quello dell'Alfa 2000, aggiornato grazie all'adozione dell'accensione elettronica, e una migliore messa a punto per migliorare l'erogazione della potenza ai bassi regimi, infatti il motore è in grado di riprendere bene anche da regimi di rotazione sotto i 2000 giri/min, ma rispetto alla precedente versione il motore dell'Alfetta 2000 è meno pronto e vivace.

    Le sospensioni sono a ruote indipendenti all'avantreno, retrotreno a ponte De Dion e parallelogramma di Watt, molle elicoidali e ammortizzatori, cambio al retrotreno in blocco con il differenziale, impianto frenante a 4 dischi ben dimensionato che offre una frenata sicura in ogni condizione.

    Le modifiche al cambio riguardano l'allungamento della quinta marcia del 14% rispetto alla precedente Alfetta, la quinta marcia diventa di riposo anzichè di potenza, la scalatura delle marce è stata rivista per evitare buchi tra una marcia e l'altra, e migliorare lo sfruttamento della potenza del motore, la manovrabilità del cambio è piuttosto laboriosa a causa dell'elevata corsa della leva, dei giochi sulla tiranteria e della lunghezza dei leveraggi.   

    Internamente l'Alfetta 2000 è abbastanza spaziosa, più sportiva che confortevole, comoda per quattro persone a causa del tunnel centrale della trasmissione che disturba il terzo passeggero posteriore, le finiture sono di discreto livello, ma inadeguate alla classe della vettura come ad esempio il rivestimento in stoffa dei pannelli porta che danno alla vettura un aspetto dimesso.

    Il posto di guida è comodo e adattabile a ogni statura grazie alla regolazione del volante, poco funzionale la plancia per la difficile leggibilità degli strumenti e l'azionamento dei vari comandi, come il clacson che per azionarlo occorre staccare le mani dal volante.

    Buona la disponibilità di accessori a richiesta, penalizzante la mancanza del servosterzo.

    La velocità massima ottenuta dall'Alfetta 2000 è di 184 km/h raggiungibile in quarta marcia, l'adozione di rapporti più lunghi non hanno penalizzato l'accelerazione e la ripresa.

    L'Alfetta 2000 modello 1982 è sempre una macchina sicura con una tenuta di strada notevole, ma ha perso le caratteristiche di brio e sportività tipiche delle precedenti versioni, a causa della diversa taratura delle sospensioni, del motore più regolare nell'erogazione della potenza ma meno grintoso e nervoso, il tutto a beneficio del consumo che risulta migliorato grazie alla diversa scalatura dei rapporti del cambio, l'Alfetta 2000 modello 1982 consuma circa il 3 - 5 % in meno del precedente modello a velocità inferiore ai 120 km/h.

    Nella guida sportiva le cose non cambiano, alle alte velocità e sfruttando le prestazioni del motore l'Alfetta 2000 modello 1982 consuma  come le precedenti.


    Caratteristiche Tecniche:

  • motore: tipo 01655  quattro cilindri bialbero 1962 cc, alesaggio x corsa = 84 x 88,5 mm
  • alimentazione: 2 carburatori doppio corpo
  • potenza max: 130 Cv DIN  a 5400 giri/min
  • coppia max 18,1 mkg DIN a 4000 giri/min
  • trasmissione: cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati in blocco con il differenziale,frizione monodisco a secco, trazione posteriore, retrotreno a ponte de Dion con parallelogramma di Watt
  • freni: idraulici a disco sulle 4 ruote con servofreno, dischi posteriori all'uscita del differenziale
  • carrozzeria: berlina 4 porte 5 posti, scocca autoportante in acciaio
  • dimensioni: lunghezza 4,385 m, larghezza 1,64 m, altezza 1,43 m, peso 1140 kg
  • prestazioni: velocità max  184 km/h
  • pneumatici: 165 HR 14  oppure 185/70 HR 14
  • serbatoio: 49 litri

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    • 7-8 Febbraio 2009 "Milano Classic Motors"
    • 15-16 Novembre Salone del Modellismo Presso Padova Fiere
    • 8-12 Dicembre 2008 Fiera Ricambi Auto Moto d'Epoca a Ferrara