domenica 9 ottobre 2011

Alfa Romeo 2000 Spider Touring (1957 - 1961)














Alfa Romeo 2000 Spider Touring



Storia e Tecnica:



Firmata dalla Carrozzeria Touring di Milano, l'Alfa Romeo 2000 Spider venne presentata al Salone di Torino del 1957 assieme alla 2000 Berlina, stessa la meccanica, a parte il motore potenziato a 112 Cv grazie all'adozione di 2 carburatori a doppio corpo orizzontali, e all'incremento del rapporto di compressione, la velocità massima della 2000 Spider è di 171 Km/h, da notare l'adozione del cambio a 5 marce a leva centrale.

Prodotta dal 1957 al 1962, nonostante fosse una Spider, e quindi una versione di nicchia, ebbe più successo della Berlina, verrà sostituita nel 1962 dall'Alfa Romeo 2600 Spider.

La 2000 Spider era costruita su un telaio accorciato rispetto a quello della berlina, risultava più corta, 4,49 metri contro i 4,71 della berlina, carrozzeria spider dalle linee pulite e armoniose, fiancata laterale percorsa da due profili cromati, capote richiudibile in tela, era disponibile anche l'Hard Top a richiesta.


L'Alfa Romeo 2000 Spider, grazie al minor peso, al passo accorciato, alle discrete prestazioni e a una linea piacevole, ottenne maggior gradimento rispetto alla Berlina, la 2000 Spider venne prodotta in 3459 esemplari.


Caratteristiche Tecniche:






  • Motore: anteriore longitudinale tipo 00204 - 4 cilindri in linea bialbero monoblocco in ghisa e testa in lega leggera - distribuzione a doppio albero a camme in testa a doppia catena - cilindrata 1975 cc - alesaggio x corsa = 84,5 x 88 mm - rapporto di compressione 8,5:1 - potenza max 112 CV CUNA a 5900 giri/min



  • Alimentazione: 2 carburatori orizzontali doppio corpo



  • Impianto elettrico: tensione 12V - dinamo 20 A - batteria 50 Ah


  • Corpo Vettura: Spider 2 porte 2 posti, carrozzeria a scocca portante in acciaio



  • Trasmissione: motore anteriore trazione posteriore, cambio a 5 rapporti + RM comando a leva centrale - frizione monodisco a secco, rapporto al ponte 9/43



  • Sospensioni: anteriori a ruote indipendenti e bracci trasversali, posteriori a ponte rigido, ammortizzatori idraulici telescopici



  • Freni: idraulici a pedale anteriori e posteriori a tamburo, freno a mano meccanico sulle ruote posteriori



  • Dimensioni: lunghezza 4.500 m, larghezza 1.655 m, altezza 1,38 m, peso in ordine di marcia 1260 kg - a pieno carico 1420 Kg



  • Prestazioni: velocità max 171 km/h



  • consumo: 13 litri/100 km



  • Pneumatici 165 x 400



  • Serbatoio carburante: 60 litri

Prezzo di listino 2.500.000 lire

Valutazione Attuale: 30.000 euro (ruoteclassiche 2011)

sabato 8 ottobre 2011

Alfa Romeo 2000 Sprint (1960 - 1962)











Alfa Romeo 2000 Sprint

Storia e Tecnica:

L'Alfa Romeo 2000 Sprint è una coupè derivata dalla 2000 Berlina, presentata alla fine del 1959 disegnata da Giorgetto Giugiaro per conto della carrozzeria Bertone, è stata realizzata in 704 esemplari dal 1960 al 1962, quando verrà sostituita dalla più performante Alfa Romeo 2600 Sprint.

L'Alfa Romeo 2000 Sprint adotta lo stesso motore e la stessa meccanica della 2000 Spider, ovvero motore bialbero a 4 cilindri in linea, 2 carburatori orizzontali a doppio corpo, potenza max 112 Cv, 4 in più rispetto alla 2000 Berlina, cambio a 5 rapporti + RM con comando a leva centrale.

La carrozzeria firmata Bertone appare moderna elegante e piacevole, gradevole la calandra, realizzata in modo da creare un volume unico tra cofano e parafanghi, la calandra della 2000 Sprint comprende lo scudo Alfa Romeo e i doppi fari, quelli esterni di diametro maggiore.
Oltre che bella La 2000 Sprint è una vettura comoda, abitacolo ampio con 4 comodi posti a sedere, e un buon vano bagagli.

La 2000 Sprint è stata una vettura molto importante nella storia del marchio Alfa Romeo, sulla base delle sue linee moderne eleganti e armoniose, verrà realizzata la nuova e fortunata serie delle coupè Giulia Sprint GT degli anni 60 - 70.

La 2000 Sprint segna inoltre l'ingresso del Giovane Giorgetto Giugiaro all'interno della Carrozzeria Bertone


Caratteristiche Tecniche:




  • Motore: anteriore longitudinale tipo 00205 - 4 cilindri in linea bialbero monoblocco in ghisa e testa in lega leggera - distribuzione a doppio albero a camme in testa a doppia catena - cilindrata 1975 cc - alesaggio x corsa = 84,5 x 88 mm - rapporto di compressione 8,5:1 - potenza max 112 CV CUNA a 5900 giri/min



  • Alimentazione: 2 carburatori orizzontali doppio corpo



  • Impianto elettrico: tensione 12V - dinamo 25 A - batteria 50 Ah



  • Corpo Vettura: coupè 4 posti 2 porte, carrozzeria a scocca portante in acciaio



  • Trasmissione: motore anteriore trazione posteriore, cambio a 5 rapporti + RM comando a leva centrale - frizione monodisco a secco, rapporto al ponte 9/43



  • Sospensioni: anteriori a ruote indipendenti e bracci trasversali, posteriori a ponte rigido, ammortizzatori idraulici telescopici



  • Freni: idraulici a pedale anteriori e posteriori a tamburo, freno a mano meccanico sulle ruote posteriori



  • Dimensioni: lunghezza 4.550 m, larghezza 1.706 m, altezza 1,38 m, peso in ordine di marcia 1300 kg - a pieno carico 1620 Kg



  • Prestazioni: velocità max 172 km/h



  • consumo: 14 litri/100 km



  • Pneumatici 165 x 400   165 R 400


  • Serbatoio carburante: 60 litri




Prezzo di listino 2.900.000 lire




Valutazione Attuale: 14.000 euro (ruoteclassiche 2011)

giovedì 6 ottobre 2011

Alfa Romeo 2000 Berlina (1957 - 1962)











Alfa Romeo 2000 Berlina


La Storia:

Presentata al Salone di Torino nel Novembre 1957, la 2000 berlina andava a sostuituire la 1900 berlina, dalla quale ereditava il motore.
L'Alfa Romeo 2000 berlina era una vettura inedita, ma non fu un successo commerciale, non venne apprezzata dagli alfisti a causa dell'elevato peso della carrozzeria e della scarsa potenza del motore, infatti ne vennero prodotte solo 2893 dal 1957 al 1962.

Sostituire una vettura di successo come l'Alfa 1900 non era un compito facile, i tecnici di casa Alfa pensarono ad una vettura destinata ad un pubblico facoltoso, realizzata in stile americano come voleva la moda dell'epoca, la nuova Alfa Romeo 2000 Berlina vantava infatti una stazza notevole, linee tese e spigolose, ampia coda con pinne tipicamente americane, tanto che venne presto battezzata dal pubblico come "il Berlinone" a causa della sua mole.

La nuova Alfa Romeo 2000 berlina era una vettura spaziosa, confortevole e affidabile, ma purtroppo aveva perso le prestazioni e le doti sportive che avevano reso famosa la 1900,
infatti il motore a quattro cilindri bialbero, sebbene potenziato a 108 Cv, non bastava a garantire le prestazioni tipiche di un Alfa Romeo, ad una vettura che pesava ben 1400 Kg, e questo particolare non piacque agli alfisti.

L'Alfa Romeo 2000 Berlina venne sostituita nel 1962 dall'Alfa Romeo 2600 Berlina.


La Tecnica:


L'Alfa Romeo 2000 berlina eredita la meccanica e il motore della 1900 berlina, il motore della 2000 Berlina viene potenziato a 108 Cv grazie all'aumento del rapporto di compressione, e all'adozione di un carburatore verticale a doppio corpo come quello già montato sulla 1900 TI, il motore della 2000 berlina è in sostanza l'evoluzione di quello della 1900.

Nuovo invece il cambio a 5 rapporti con comando al volante, anche in questo caso non venne fatto un buon lavoro, infatti la seconda e la terza "corte" penalizzarono ulteriormente le prestazioni dell'Alfa Romeo 2000 Berlina.

Del tutto nuova è invece la scocca, anche la linea della carrozzeria cambia radicalmente, rispetto alla 1900 vengono notevolmente allungati sia il passo che la carreggiata, la carrozzeria della 2000 berlina si presenta ampia, massiccia, con linee tese e spigolose in stile americano, l'abitacolo della 2000 Berlina è ampio e spazioso, con sedili a divanetto comodi per sei persone.

Buone le caratteristiche della frenata, dello sterzo e delle sospensioni, l'abitacolo della 2000 Berlina è curato e ben insonorizzato, ma purtroppo come già anticipato, l'aumento notevole del peso penalizza gravemente le prestazioni della 2000 Berlina, pregiudicandone il successo commerciale, perchè chi compra un'Alfa Romeo vuole prestazioni.


Caratteristiche Tecniche:




  • Motore: anteriore longitudinale tipo 00200 - 4 cilindri in linea bialbero monoblocco in ghisa e testa in lega leggera - distribuzione a doppio albero a camme in testa a doppia catena - cilindrata 1975 cc - alesaggio x corsa = 84,5 x 88 mm - rapporto di compressione 8,25:1 - potenza max 108 CV CUNA a 5800 giri/min



  • Alimentazione: carburatore verticale doppio corpo Solex 35 APAI - G



  • Impianto elettrico: tensione 12V - dinamo 20 A - batteria 50 Ah



  • Corpo Vettura: berlina 6 posti 4 porte, carrozzeria a scocca portante in acciaio



  • Trasmissione: motore anteriore trazione posteriore, cambio a 5 rapporti + RM comando al volante - frizione monodisco a secco, rapporto al ponte 9/43



  • Sospensioni: anteriori a ruote indipendenti e bracci trasversali, posteriori a ponte rigido, ammortizzatori idraulici telescopici



  • Freni: idraulici a pedale anteriori e posteriori a tamburo, freno a mano meccanico sulle ruote posteriori



  • Dimensioni: lunghezza 4.715 m, larghezza 1.70 m, altezza 1,505 m, peso in ordine di marcia 1400 kg - a pieno carico 1880 Kg



  • Prestazioni: velocità max 160 km/h



  • consumo: 11,2 litri/100 km



  • Pneumatici 165 x 400  165 R 400




Prezzo di listino 2.400.000 lire




Valutazione Attuale: 8.000 euro (ruoteclassiche 2011)

giovedì 22 settembre 2011

Lancia Omicron 256 Autocarro e Autobus

























Lancia Omicron 256 Autocarro e Autobus


Storia e Tecnica:


Il progetto Omicron nasce nel 1927, è un moderno autotelaio studiato appositamente per rispondere alle esigenze di trasporto del periodo, poteva essere allestito sia come corriera che come autocarro, il Lancia Omicron riscosse un notevole successo come corriera per i servizi di linea, gli autobus Lancia Omicron erano piuttosto longevi, infatti qualche esemplare era ancora in servizio fino al 1956.


L'autotelaio Lancia Omicron poteva essere allestito a piacere, la maggior parte degli esemplari furono carrozzati come autobus, corriere, in tutte le versioni possibili, ma vennero costruiti anche esemplari in versione autocarro per il trasporto di merci con portata utile fino a 70 quintali.


Il Lancia Omicron è stato un autobus di grande successo, prodotto dal 1927 al 1935 in 550 esemplari, l'autobus Lancia Omicron era disponibile con passo corto o lungo, ma il suo vero punto di forza era l'altezza da terra ridotta, appena 70 cm, questo particolare rendeva l'autotelaio Lancia Omicron molto adatto ad essere trasformato in autobus, con appena 70 cm di altezza da terra i passeggeri potevano salire e scendere senza molta fatica.


Il motore del Lancia Omicron era robusto e potente, 7060 cc, erogava 90 Cv a 1600 giri/min. dotato di doppio albero a camme in testa, pistoni in lega di alluminio, alimentato a benzina con carburatore a tripla diffusione, accensione a magnete in blocco con la dinamo, cambio a 4 marce + RM, frizione monodisco a secco, sospensioni a balestre con ammortizzatori a frizione.


L'autotelaio Lancia Omicron era facile da smontare, infatti motore, cambio, sterzo e radiatore erano fissati ad una piattaforma imbullonata al telaio che poteva essere facilmente rimossa in caso di manutenzione o sostituzione di parti.


Dal 1934 gli autotelai Lancia Omicron vennero equipaggiati da nuovi motori Diesel a pistoni contrapposti, rispettivamente Lancia Omicron 256 2C con motore a 2 cilindri da 3180 cc, Lancia Omicron 256 3C e Lancia Omicron 256 3CL con motore a 3 cilindri da 4770 cc. , questi motori vennero montati inizialmente sugli Omicron, e poi sui nuovi Lancia 3RO a 2 e a 3 cilindri.


Nel 1935 venne realizzato il Lancia Omicron 256 5C dotato di motore diesel a 5 cilindri tipo 102 da 6875 cc, che equipaggerà in seguito il nuovo Lancia 3Ro a 5 cilindri.

L'autotelaio Lancia Omicron fu allestito nella maggior parte degli esemplari come autobus, inizialmente con motore a benzina, poi con motori diesel, la versione autocarro del Lancia Omicron riguardò un numero limitato di esemplari, a passo corto e tutti con motore a benzina.




Caratteristiche Tecniche: (Autotelaio Lancia Omicron 256)




  • Motore: tipo 77, 6 cilindri a benzina, alesaggio x corsa 100 x 150 mm, cilindrata 7060 cc, potenza max 90 Cv a 1600 giri/min

  • Trasmissione: cambio a 4 marce, + RM frizione monodisco a secco

  • Dimensioni: lunghezze disponibili: 7025 mm, 7820 mm, 8315 mm, 9110 mm, larghezza 2330 mm.

  • Pneumatici: 38x8 oppure 40x8

  • Prestazioni: velocità max 45 km/h

  • Consumo: 50-55 litri/100km


Come tutti i prodotti Lancia, l'Omicron era un veicolo all'avanguardia, raffinato, robusto e longevo.

martedì 20 settembre 2011

Lancia Thema Ferrari 8.32

Lancia Thema Ferrari 8.32
















Lancia Thema Ferrari 8.32

Storia e Tecnica:

La Lancia Thema Ferrari è stata presentata nel maggio 1986, grazie alla collaborazione tra le Officine Lancia di Chivasso e la scuderia Ferrari di Maranello.

La Thema è una raffinata berlina che ha permesso alla Lancia di rientrare nel segmento delle ammiraglie, un mercato che nei primi anni 80 era diventato d'appannaggio delle marche estere come BMW e Mercedes.

La Thema Ferrari 8.32 era una vera e propria supercar degli anni 80, con la Thema 8.32 la Lancia voleva distinguersi nel mercato europeo delle ammiraglie, il progetto Thema 8.32 consisteva nella realizzazione una supercar di lusso, dotata di finiture di altissimo livello, e un potente motore a 8 cilindri Ferrari.

La Thema Ferrari 8.32 è stata una vettura molto importante per la Lancia, al Salone dell'automobile di Torino del 1986 vennero presentati due modelli di Thema Ferrari 8.32 che attirarono subito l'attenzione di migliaia di visitatori.

La denominazione 8.32 indicava il numero dei cilindri, 8, e delle valvole, 32, il potente motore Ferrari erogante 215 cv derivava da quello della Ferrari 308 e dalla Mondial Quattrovalvole, e rese la Thema Ferrari 8.32 l'auto a trazione anteriore più potente del mondo in quel periodo.

La Lancia Thema Ferrari 8.32 veniva assemblata nell'Atelier di Borgo San Paolo, l'antica sede della Lancia, dove un gruppo selezionato di operai e meccanici specializzati assemblava le scocche, provvedeva alla verniciatura, e al montaggio di tutti i componenti della Thema Ferrari 8.32.

Il cruscotto e gli interni erano realizzati in pelle e cuciti a mano, la radica lucidata a specchio, tutto era curato nei minimi particolari, la strumentazione del cruscotto era quella di una Ferrari, il rivestimento interno della Thema 8.32 poteva essere a scelta in pelle o in alcantara.

Il motore Ferrari venne modificato per permetterne l'inserimento nel cofano della Thema, e per adeguarlo alle esigenze stradali, la cilindrata venne ridotta a 2127 cc, modificato l'albero motore, l'impianto d'iniezione, migliorata l'erogazione della potenza in maniera da essere più fluida ed adeguata ad una berlina come la Thema.

La potenza erogata passava da 270 Cv del motore originale Ferrari ai 215 Cv della Thema 8.32

La dotazione di serie di accessori della Thema Ferrari 8.32 era di alto livello, poggiatesta posteriori a scomparsa automatica con sensori di peso posti sotto i sedili, sospensioni elettroniche con taratura automatica o sportiva selezionabili dal conducente dalla plancia, strumentazione classica e sportiva allo stesso tempo, realizzata con strumenti analogici montati su un pannello di vera radica e bocchette in stile Ferrari.

Il motore Ferrari era l'elemento che faceva la differenza nella Thema 8.32 ,tre litri di cilindrata, 8 cilindri a V, 4 valvole per cilindro, e 215 Cv di potenza a 6750 giri/min, tutta la vettura veniva assemblata e curata artigianalmente, scocca rinforzata, sospensioni intelligenti, alettone posteriore a scomparsa attivabile con comando elettrico, verniciatura speciale, insomma una Thema davvero speciale.

Le Thema 8.32 vetture venivano consegnate al cliente direttamente nello stabilimento, con una particolare "cerimonia di consegna" con tanto di foto ricordo, un ulteriore tocco di classe destinato ad una clientela particolare.

La Lancia Thema Ferrari 8.32 venne prodotta in 2 serie, 2370 esemplari nella prima serie e 1150 nella seconda, 3520 esemplari in totale, di cui 64 in una serie speciale numerata di color Rosso Ferrari, un esemplare in versione Station Wagon per l'Avvocato Agnelli, di colore argento Nürburgring e interni in pelle blu.

La Lancia Thema 8.32 è una vettura molto accattivante dalle piacevoli sensazioni di guida, comoda, potente e sicura, raggiunge la velocità massima di 236 km/h, ottima l'accelerazione, elevato  pattinamento delle ruote vista la notevole potenza, ottima la tenuta di strada, consumi molto elevati.

La Thema Ferrari 8.32 era in diretta competizione con vetture come la BMW M5, la Mercedes -Benz 500E, la Mercedes 190E 2.3 16V, il successo iniziale fu notevole, dopo la presentazione al Salone di Torino del Maggio 1986, le vendite fioccavano, sembrava che questa speciale Lancia potesse mettere in ginocchio BMW e Mercedes, ma da li a poco le vendite iniziarono un lento ridimensionamento, la Thema Ferrari 8.32 rimase in catalogo fino al 1992.



Quotazione Attuale:

Lancia Thema Ferrari 8.32 prima serie (1986 - 1987) 8.000 euro

Lancia Thema Ferrari 8.32 seconda serie (1988 - 1992) 9.000 euro

domenica 18 settembre 2011

Autocarro Fiat 643 E





























Autocarro Fiat 643 E




Ho scattato di recente queste foto, (fatte con un cellulare, non sono riuscite molto bene ma rendono comunque l'idea), si tratta di un Fiat 643 E con guida a sinistra.


Non sono riuscito ad avere molte informazioni a riguardo di questo modello che deriva sicuramente dal Fiat 643 N, molto probabilmente E sta per "Export", so che certi modelli di autocarri Fiat serie 600 con guida a sinistra erano costruiti su licenza nei Paesi Bassi.


Questo Fiat 643 E al momento in cui ho scattato le foto era ancora targato e funzionante.




Caratteristiche Tecniche:



Fiat 643 E export


Anni di costruzione: 1964 - 1968
Tipo di motore: 220
Cilindrata: 9161 cc
Potenza: 160 Cv
PTT: 15,5 tonnellate




Se qualcuno ha ulteriori informazioni sulla storia e sulle caratteristiche di questo modello di autocarro lasci pure un commento.


Grazie.











sabato 13 agosto 2011

Alfa Romeo Alfasud TI Bimotore Wainer














Alfa Romeo Alfasud TI Bimotore Wainer


La Storia:


L'Alfa Romeo Alfasud TI bimotore nacque da un'idea di Gianfranco Mantovani Wainer, storico preparatore di vetture da competizione, l'officina Wainer era specializzata nella modifica e preparazione di vetture per le competizioni, collaborava spesso con l'Alfa Romeo e con l'Autodelta.

L'idea di Wainer era: realizzare un'autovettura a trazione integrale 4 x 4 modificando una vettura di serie, egli pensò, piuttosto che aggiungere alberi di trasmissione e differenziali, la miglior cosa da fare era aggiungere un secondo motore che trametteva la forza motrice direttamente alle ruote posteriori.

Occorreva pertanto una vettura a trazione anteriore, la scelta ricadde sull' l'Alfasud, la trazione anteriore si prestava meglio alla riuscita del progetto, sarebbe stato più difficile trasmettere il moto alle ruote sterzanti, che non alle ruote posteriori fisse.

Un esperimento di autovettura bimotore era già stato realizzato negli anni '60 dalla Citroen con il modello 2 CV Sahara.


La Tecnica:


L'Alfasud Bimotore è una normale Alfasud Ti 1200 del 1974, a cui l'officina Wainer aveva trapiantato all'asse posteriore motore, meccanica, sistema di sospensioni e trasmissione, identiche a quello dell'asse anteriore.

Per realizzare l'Alfasud bimotore, venne eliminato il ponte posteriore ad assale rigido, eliminato il sedile posteriore, tagliato il pianale, saldati al telaio tutti i supporti necessari a sostenere il nuovo gruppo motore - cambio -trasmissione, fissati al telaio i rinvii destinati allo sterzo, (le ruote posteriori dovevano rimanere fisse).

Le modifiche esteticamente più evidenti nell'Alfasud Bimotore erano nell'abitacolo, che perdeva 3 posti a sedere, l'Alfasud Bimotore così modificata divenne una 2 posti a tutti gli effetti.

Il sedile posteriore dell'Alfasud di serie venne rimosso per far posto al secondo motore, per l'insonorizzazione venne costruito un coperchio insonorizzato smontabile e rimovibile per facilitare l'accesso e le operazioni di manutenzione, purtroppo la rumorosità all'interno dell'Alfasud Bimotore era troppo elevata.

All'Alfasud Bimotore venne aggiunto l'impianto separato dei gas di scarico per il secondo motore, aggiunta una pompa per azionare la frizione del secondo motore, e collegati i rinvii del secondo cambio alla leva delle marce.

Al quadro comandi vennero aggiunti gli strumenti e i comandi per avviare e tenere sotto controllo il secondo motore, modificato l'impianto elettrico e l'accensione dei 2 motori avvieniva tramite 2 pulsanti separati.

La linea della carrozzeria dell'Alfasud bimotore è rimasta quasi invariata rispetto al modello di serie, eccetto l'aggiunta delle 2 prese d'aria laterali nere, ricavate nelle fiancate posteriori, dove erano collocati 2 radiatori con elettroventilatore, per raffreddare il secondo motore, venne aggiunto anche un radiatore per il raffreddamento dell'olio.

L'alfasud bimotore aveva carrozzeria a 3 porte, colore rosso alfa e scritte laterali bianche "Alfasud Wainer Bimotore".
L'aggiunta del secondo motore garantiva all'Alfasud bimotore un' accelerazione da 0 a 100 km/h in 8,2 secondi, e una velocità massima di 215 km/h.


Caratteristiche Tecniche:


L'Alfasud bimotore aveva 2 motori a 4 cilindri boxer da 1186 cc, e potenza di 79 cavalli ciascuno, alimentati ognuno da carburatore a doppio corpo, ogni gruppo propulsore aveva il proprio cambio e differenziale, il motore anteriore trasmetteva la forza alle ruote anteriori, quello posteriore a quelle posteriori, l'Alfasud bimotore era una 4 x 4 a tutti gli effetti.

L'Alfasud bimotore aveva sospensioni a 4 ruote indipendenti di tipo McPherson, freni a disco sulle 4 ruote motrici all'uscita del differenziale come sull'Alfetta.
L'accensione dei motori avveniva con pulsanti separati, era possibile azionare un solo motore alla volta, ma per far marciare la vettura dovevano essere accesi entrambi.

L'Abitacolo dell'Alfasud bimotore aveva 2 posti , 2 porte, posizione di guida come nel modello d'origine, la strumentazione era doppia per la gestione di entrambi i motori.
Accelerazione da 0 a 100 km in 8,2 secondi, velocità massima 215 km/h serbatoio del carburante da 80 litri sistemato nel vano bagagli, l'unica nota dolente dell'Alfasud bimotore era l'eccessiva rumorosità nell'abitacolo.


Curiosità:


L'Alfasud Bimotore Wainer era destinata alle corse come la Targa Florio e ai Rally impegnativi come il Safari d'Africa, partecipò a competizioni, ma non ebbe un seguito, rimase a livello di prototipo. L'Alfasud Bimotore è ancora esistente e funzionante, viene gelosamente custodita da Gianfranco Mantovani Wainer, titolare dell'officina Wainer che la realizzò.


L'Alfasud Bimotore suscitò molto interesse all'epoca, il politecnico di Genova richiese al signor Mantovani il modello, e ne studiò le caratteristiche per diversi mesi.



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Eventi

  • 7-8 Febbraio 2009 "Milano Classic Motors"
  • 15-16 Novembre Salone del Modellismo Presso Padova Fiere
  • 8-12 Dicembre 2008 Fiera Ricambi Auto Moto d'Epoca a Ferrara