giovedì 26 dicembre 2013

Fiat 124 Berlina (1966 - 1970)

Fiat 124 Berlina













La Fiat 124 viene presentata nel Marzo del 1966, come berlina media italiana ed europea, derivata dalla Fiat 1100 D, la Fiat 124 ottenne un immediato successo, tanto che fu premiata come Auto dell'anno 1966.

Con la 124, la Fiat voleva inserirsi nel mercato europeo delle berline di cilindrata attorno al litro, questa vettura ottenne un successo tale che fu venduta  in 4.000.000 di esemplari in tutto il mondo di cui 1.543.000 nel mercato italiano, infatti nella realizzazione della 124, la Fiat ha tenuto conto delle richieste del mercato mondiale delle vetture con cilindrata compresa tra 1100 e 1300 cc, ovvero dimensioni esterne contenute, buona disponibilità di spazio per abitabilità e bagagliaio, motore brillante e consumi contenuti.

La Fiat 124 è stata costruita in versione berlina, station wagon, coupè e spider.   


La Tecnica:


L'impostazione meccanica della Fiat 124 è piuttosto classica, e in linea con i canoni dell'epoca, motore anteriore, trazione posteriore a ponte rigido, con puntoni longitudinali, molloni elicoidali e barra Panhard, e braccio di prolungamento del ponte, senza balestre semielittiche,  è la prima volta che una vettura Fiat adotta questo schema di sospensioni.

Il motore è un quattro cilindri in linea superquadro, l'alimentazione è a carburatore orizzontale a doppio corpo, l'albero motore è montato su 5 supporti di banco, distribuzione a valvole in testa con aste e bilancieri.
Il cambio è a 4 velocità + retromarcia, con comando a leva centrale

Esteticamente la Fiat 124 ha una linea semplice e squadrata, con canoni stilistici nuovi rispetto agli altri modelli Fiat, il disegno è piacevole, elegante e sobrio, l'abitabilità è buona con 4 posti comodi, si sta anche in 5, il bagagliaio è ampio.

Internamente l'assetto di guida è comodo di impostazione turistica, comodi anche i vari comandi, il grado di finitura è discreto, la Fiat 124 è stata realizzata in modo da tenere bassi i costi ed essere competitiva sul mercato, infatti la strumentazione e gli accessori sono ridotti al minimo indispensabile, la semplicità di realizzazione rende facile la piccola manutenzione.

Il motore della Fiat 124 è pronto potente ed elastico e poco rumoroso, consente una velocità massima di oltre 145 km/h, elevata in relazione alla classe della vettura, la brillantezza del motore consente una notevole accelerazione e una buona ripresa, con un discreto consumo.

La tenuta di strada è buona sull'asciutto, meno buona sul bagnato, il comfort di marcia è migliorabile, la frenata è sicura.


Caratteristiche Tecniche:

  
  • Motore: 4 cilindri in linea superquadro ad aste e bilancieri 1197 cc, potenza max 60 CV DIN a 5600 giri/min, alesaggio x corsa = 73 x 71,5 mm, rapporto di compressione 8,8 : 1 , coppia max 8,9 mkg DIN a 3400 giri/min

  • alimentazione: un carburatore orizzontale doppio corpo Solex C32 PHH/6

  • Trasmissione: motore anteriore, trazione posteriore, cambio a 4 marce tutte sincronizzate con frizione monodisco a secco, rapporto al ponte 4,3 : 1

  • Corpo vettura: berlina 5 posti 4 porte, carrozzeria portante, avantreno a ruote indipendenti, retrotreno a ponte rigido con puntoni longitudinali di reazione, molle elicoidali,  ammortizzatori idraulici, barra Panhard.

  • Freni idraulici  a disco sulle 4 ruote, azionamento a pedale.

  • Dimensioni: lunghezza 4,03 m, larghezza 1,62 m, altezza 1,36 m, peso a vuoto 820 kg

  • Pneumatici: 155 - 13

  • Serbatoio carburante 39 litri

  • Prestazioni: velocità max oltre 145 km/h

  •  Consumo medio: 8,5 l/100 km/h.



  • Prezzo di listino su strada nel 1966: 1103.900 lire
    Valutazione Attuale: 2500 euro (Ruoteclassiche Novembre 2013)
          

    mercoledì 25 dicembre 2013

    Alfa Romeo Alfetta 2000 modello 1982


    Alfa Romeo Alfetta 2.0 1982
















    Dal 1982 tutte le Alfetta vengono realizzate con carrozzeria unificata al modello 2000, la nuova Alfetta 2000  ha una linea classica, piuttosto datata, deriva dall'Alfetta 2000 del 1977, ma è ancora molto simile al primo modello del 1972, l'Alfetta è in catalogo da 10 anni ma nonostante tutto piace ancora agli automobilisti visto che è la più venduta nella sua categoria, l'Alfetta è una delle berline europee più potenti nel segmento della cilindrata 2000.

    Il suo successo dipende dalla meccanica affidabile e collaudata, dalla generosità delle prestazioni e dal prestigio che ha ottenuto come berlina tradizionale, personale ed elegante.


    La Tecnica:


    L'Alfetta 2000 modello 1982 è l'aggiornamento dei modelli precedenti, e non presenta rilevanti novità, la scocca non cambia, le modifiche riguardano le finiture e la migliore dotazione di accessori come il retrovisore esterno elettrico, l'antenna incorporata nel parabrezza, i rapporti del cambio più lunghi per diminuire il consumo di carburante.

    Il motore è sempre il classico bialbero a 4 cilindri derivato da quello dell'Alfa 2000, aggiornato grazie all'adozione dell'accensione elettronica, e una migliore messa a punto per migliorare l'erogazione della potenza ai bassi regimi, infatti il motore è in grado di riprendere bene anche da regimi di rotazione sotto i 2000 giri/min, ma rispetto alla precedente versione il motore dell'Alfetta 2000 è meno pronto e vivace.

    Le sospensioni sono a ruote indipendenti all'avantreno, retrotreno a ponte De Dion e parallelogramma di Watt, molle elicoidali e ammortizzatori, cambio al retrotreno in blocco con il differenziale, impianto frenante a 4 dischi ben dimensionato che offre una frenata sicura in ogni condizione.

    Le modifiche al cambio riguardano l'allungamento della quinta marcia del 14% rispetto alla precedente Alfetta, la quinta marcia diventa di riposo anzichè di potenza, la scalatura delle marce è stata rivista per evitare buchi tra una marcia e l'altra, e migliorare lo sfruttamento della potenza del motore, la manovrabilità del cambio è piuttosto laboriosa a causa dell'elevata corsa della leva, dei giochi sulla tiranteria e della lunghezza dei leveraggi.   

    Internamente l'Alfetta 2000 è abbastanza spaziosa, più sportiva che confortevole, comoda per quattro persone a causa del tunnel centrale della trasmissione che disturba il terzo passeggero posteriore, le finiture sono di discreto livello, ma inadeguate alla classe della vettura come ad esempio il rivestimento in stoffa dei pannelli porta che danno alla vettura un aspetto dimesso.

    Il posto di guida è comodo e adattabile a ogni statura grazie alla regolazione del volante, poco funzionale la plancia per la difficile leggibilità degli strumenti e l'azionamento dei vari comandi, come il clacson che per azionarlo occorre staccare le mani dal volante.

    Buona la disponibilità di accessori a richiesta, penalizzante la mancanza del servosterzo.

    La velocità massima ottenuta dall'Alfetta 2000 è di 184 km/h raggiungibile in quarta marcia, l'adozione di rapporti più lunghi non hanno penalizzato l'accelerazione e la ripresa.

    L'Alfetta 2000 modello 1982 è sempre una macchina sicura con una tenuta di strada notevole, ma ha perso le caratteristiche di brio e sportività tipiche delle precedenti versioni, a causa della diversa taratura delle sospensioni, del motore più regolare nell'erogazione della potenza ma meno grintoso e nervoso, il tutto a beneficio del consumo che risulta migliorato grazie alla diversa scalatura dei rapporti del cambio, l'Alfetta 2000 modello 1982 consuma circa il 3 - 5 % in meno del precedente modello a velocità inferiore ai 120 km/h.

    Nella guida sportiva le cose non cambiano, alle alte velocità e sfruttando le prestazioni del motore l'Alfetta 2000 modello 1982 consuma  come le precedenti.


    Caratteristiche Tecniche:

  • motore: tipo 01655  quattro cilindri bialbero 1962 cc, alesaggio x corsa = 84 x 88,5 mm
  • alimentazione: 2 carburatori doppio corpo
  • potenza max: 130 Cv DIN  a 5400 giri/min
  • coppia max 18,1 mkg DIN a 4000 giri/min
  • trasmissione: cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati in blocco con il differenziale,frizione monodisco a secco, trazione posteriore, retrotreno a ponte de Dion con parallelogramma di Watt
  • freni: idraulici a disco sulle 4 ruote con servofreno, dischi posteriori all'uscita del differenziale
  • carrozzeria: berlina 4 porte 5 posti, scocca autoportante in acciaio
  • dimensioni: lunghezza 4,385 m, larghezza 1,64 m, altezza 1,43 m, peso 1140 kg
  • prestazioni: velocità max  184 km/h
  • pneumatici: 165 HR 14  oppure 185/70 HR 14
  • serbatoio: 49 litri

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    martedì 24 dicembre 2013

    Alfa Romeo 2000 Berlina (1971 - 1977)

    Alfa Romeo 2000 Berlina














    La Storia:


    L'Alfa Romeo 2000 berlina era già pronta nel 1969, ma venne presentata ufficialmente nel giugno del 1971 a Gardone Riviera (Brescia), la 2000 berlina è l'evoluzione della 1750 berlina.

    L'Alfa Romeo voleva in listino anche un modello di cilindrata 2000, per fare concorrenza alle case automobilistiche europee già presenti in questo segmento, che stavano ottenendo buoni risultati di vendite.

    Il successo della 2000 berlina è notevole, quasi 90.000 esemplari venduti tra il 1971 e il 1977, lo sforzo dell'Alfa Romeo di adeguarsi alla concorrenza in termini di comfort, finiture e qualità era riuscito, ma ciò che gli automobilisti hanno apprezzato maggiormente della 2000 berlina erano le notevoli prestazioni e le sensazioni di guida riscontrabili solo su vetture sportive o su berline molto più potenti.

    L'Alfa 2000 berlina non differisce molto dalla 1750 berlina, le modifiche più evidenti sono l'aumento del 10 % sulla cilindrata, aggiornamenti alla carrozzeria e all'abitacolo, ovvero calandra, fanaleria con quattro fari di eguale diametro, cerchi delle ruote, selleria e quadro strumenti, notevole la dotazione di accessori a richiesta come il differenziale autobloccante, il cambio automatico a tre rapporti arriva alcuni mesi dopo il lancio.

    L'Alfa 2000 berlina viene venduta sia con alimentazione a carburatori, che con alimentazione a iniezione e catalizzatore per il mercato USA.

     
    La Tecnica:


    Tecnicamente la 2000 Berlina è identica alla 1750 berlina, entrambe derivano meccanicamente dalla Giulia super della quale condividevano il pianale e la meccanica, il motore è il classico  bialbero, trazione posteriore, sospensioni con ponte posteriore rigido, bracci longitudinali e molloni elicoidali, l'unica novità è l'adozione a richiesta del differenziale autobloccante.

    La cilindrata del motore è stata aumentata a 1962 cc grazie all'aumento dell'alesaggio da 80 a 84 mm, e all'aumento del diametro delle valvole, la potenza sale a 132 Cv SAE che spinge la nuova Alfa 2000 berlina oltre i 190 km/h.

    Il differenziale autobloccante dell'Alfa 2000 è realizzato dalla ZF, serve ad evitare l'eccessivo pattinamento della ruota con minore aderenza, aumentando la stablità del veicolo.

    L'esterno della 2000 berlina differisce di poco da quello della 1750 berlina, cambiano la mascherina anteriore in plastica nera, i quattro fari di eguale diametro, le luci di posizione maggiorate le luci posteriori maggiorate, le ruote senza coppe cromate e con bulloni a vista  e altri lievi dettagli.

    Esteticamente la 2000 berlina esce dalla fabbrica con  una linea già datata e superata, ma gli automobilisti non sembrano interessarsi molto a questo aspetto e continuano ad apprezzare le sue notevoli prestazioni e le grandi doti stradali.

    Internamente l'abitabilità è identica a quella della 1750 berlina, anche se lo spazio non è abbondante la 2000 berlina è una comoda quattro posti,  c'è spazio anche per 5 persone, la conformazione e la fattura dei sedili è stata migliorata, i sedili sono comodi anche per lunghi viaggi, trattengono bene nelle curve anche con una guida sportiva.

    La plancia ha subito numerose modifiche, nuova la grafica con cifre grigie su sfondo bianco, la strumentazione è abbastanza completa, è possibile regolare l'intensità dell'illuminazione degli strumenti.

    Tra gli accessori a richiesta spiccano il condizionatore dell'aria, differenziale autobloccante, cristalli atermici e lunotto termico, vernice metallizzata, appoggiatesta regolabili, alzavetri elettrici, cerchi in lega leggera, cambio automatico a tre rapporti

    Con l'Alfa 2000 è evidente l'impegno dell'Alfa Romeo nel migliorare la qualità delle finiture e per rendere sempre più confortevoli le proprie autovetture.

    L'Alfa 2000 berlina è una delle vetture con le migliori qualità stradali della sua categoria, fornisce prestazioni che è  possibile ottenere solo da vetture sportive o di cilindrata molto superiore, la velocità massima supera i 190 km/h, consente di mantenere velocità di crociera attorno ai 160 km/h.

    La 2000 berlina eroga un'elevata coppia già dai bassi regimi, senza vuoti nemmeno in quinta marcia a bassi regimi di rotazione, che le consente una fluidità di marcia senza rivali.
    L'accelerazione di conseguenza è notevole, come in una vettura sportiva, da 0 a 100 km/h in appena 8,75 secondi, tutte le prestazioni ottenute dall'Alfa 2000 berlina collocano questa vettura al primo posto tra tutte le sue concorrenti.

    Cambio a 5 marce, sterzo sportivo e freni a disco sulle 4 ruote sono all'altezza delle prestazioni della vettura, la tenuta di strada è eccellente, la 2000 berlina regala sensazioni di guida che difficilmente si possono trovare su altre autovetture, al retrotreno si avvertono saltellamenti sullo sconnesso a causa delle sospensioni troppo rigide, inoltre si verificano scodate se si accelera bruscamente mentre si gira il volante, in curva bisogna dosare con attenzione il pedale dell'acceleratore.

    Il consumo è piuttosto elevato, ma in linea alle prestazioni della vettura, aumenta gradualmente all'aumentare della velocità.



    Caratteristiche Tecniche:


  • motore: tipo 00512 - 00515 quattro cilindri bialbero 1962 cc, alesaggio x corsa = 84 x 88,5 mm
  • alimentazione: 2 carburatori doppio corpo orizzontali Weber 40 DCOE
  • potenza max: 132 Cv DIN - 150 CV SAE a 5500 giri/min
  • coppia max 21,1 mkg SAE a 3500 giri/min
  • trasmissione: motore anteriore trazione posteriore, cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati, frizione monodisco a secco, comando cambio a leva centrale.
  • freni: idraulici a disco sulle 4 ruote con servofreno, e limitatore di frenata al retrotreno
  • carrozzeria: berlina 4 porte 5 posti, scocca autoportante in acciaio, avantreno a ruote indipendenti, retrotreno ad assale rigido. 
  • dimensioni: lunghezza 4,39 m, larghezza 1,56 m, altezza 1,43 m, peso 1110 kg in ordine di marcia
  • prestazioni: velocità max oltre 190 km/h
  • pneumatici: 165 HR 14
  • serbatoio: 53 litri
  • consumo medio 12 litri/100 km.
  • accessori a richiesta: condizionatore dell'aria, diferenziale autobloccante, cristalli atermici e lunotto termico, vernice metallizzata, appoggiatesta regolabili, alzavetri elettrici, cerchi in lega leggera, cambio automatico a tre rapporti


  • Prezzo di listino nel 1972: 2.395.000 lire
    Valutazione attuale: 9000 euro (ruoteclassiche Novembre 2013)


    Hanno Parlato Di Lei:

    Quattroruote Agosto 1971 (prova su strada)

    Ruoteclassiche Novembre 2000


    Curiosità:

    La 2000 berlina è l'ultima Alfa Romeo costruita con meccanica tradizionale, che molti alfisti definiscono come "l'ultima vera Alfa Romeo", infatti la successiva Alfetta 1800 conserva la trazione posteriore, ma la meccanica viene completamente rivista con l'adozione del Ponte de Dion e il cambio in blocco con il differenziale, soluzione che garantisce una migliore stabilità e aderenza, ma fa perdere alla trasmissione manovrabilità e dolcezza tipiche della vecchia scuola Alfa Romeo.   


    sabato 14 dicembre 2013

    Alfa Romeo Alfetta 1800 (1972 - 1975)

    Alfa Romeo Alfetta 1800












    La Storia:


    L'Alfetta 1800 è una berlina sportiva di classe medio - alta, conosciuta anche come  progetto Tipo 116, il suo compito è stato quello di sostituire la 1750 berlina, inserendosi in un segmento tra la Giulia Super 1600 e la 2000 berlina, l'Alfetta doveva servire a sostituire il primo dei due vecchi modelli che avesse perso gradimento.

    Rispetto alla Giulia e alla 2000 berlina, il progresso tecnico dell'Alfetta 1800 era evidente, sia per la meccanica più raffinata ed evoluta, che per la carrozzeria armonizzata con la scocca, completavano il quadro il grande padiglione, e le estese superfici vetrate con cristalli laterali curvi introdotti per la prima volta su un'Alfa Romeo.

    Il progetto Tipo 116 Alfetta viene avviato verso la fine del 1967, ma la presentazione ufficiale del modello definitivo avviene nel maggio del 1972 a Trieste.

    L'Alfetta 1800 avrebbe dovuto essere presentata al salone di Torino del 1971, ma problemi politici, scioperi nello stabilimento di Arese, e altri problemi tecnici ritardarono il progetto, inoltre la direzione Alfa Romeo a partecipazione statale, preferì dare la precedenza al progetto Alfasud.

    Ad amplificare i ritardi ci furono problemi meccanici, come l'eccessiva vibrazione dell'albero di trasmissione.
    L'Alfetta 1800 aveva il cambio al retrotreno e il motore anteriore, l'albero di tramissione faceva gli stessi giri del motore e vibrava al punto tale da provocarne la rottura.
    Il problema fu risolto grazie all'adozione di un giunto speciale tra i due tronconi dell'albero di trasmissione che riuscì ad eliminare le vibrazioni.

    Viste le originalità tecniche che non trovano riscontro in nessun'altra berlina del periodo, l'Alfetta è l'automobile più rivoluzionaria realizzata dall'Alfa Romeo nel dopoguerra, il progetto 116 è stato seguito da Orazio Satta, Ivo Colucci, e Giuseppe Busso, la carrozzeria è opera del Centro stile Alfa Romeo, alcuni elementi del frontale fanno assomigliare l'Alfetta 1800 ad altri modelli  Alfa Romeo, mentre il resto della carrozzeria è diverso, meccanicamente l'Alfetta 1800 aveva tutte le caratteristiche di un'auto da corsa.

    L'Alfetta 1800 nacque in un momento difficile della storia italiana, agitazioni sindacali, scioperi, problemi economici, problemi politici, ricordiamo che l'Alfa Romeo era un'azienda  a partecipazione statale, inoltre l'Alfetta subiva anche la concorrenza interna della Giulia e della 2000 che rimasero in produzione fino alla seconda metà degli anni '70.

    L'Alfetta non ebbe il successo della Giulia, è stata una macchina amata, ma dimenticata in fretta, ma nonostante tutto l'Alfetta è stata uno dei simboli dell'automobilismo italiano degli anni '70, ed è stata per anni una delle vetture più vendute in Italia, molto conosciuta ed apprezzata anche all'estero per le sue doti eccezionali.

    Il nome ricorda la celebre Alfetta 159, vettura monoposto famosa negli anni '40 per i suoi successi nelle competizioni sportive.


    La Tecnica:


    L'Alfetta 1800 è una vettura innovativa rispetto ai precedenti modelli per l'impostazione meccanica,  le soluzioni meccaniche raffinate, per il comfort di marcia che risulta notevolmente migliorato rispetto ai vecchi modelli, l'aspetto più interessante dell'Alfetta 1800 è quello tecnico che pur seguendo l'impostazione classica della casa, ovvero motore anteriore, trazione posteriore, introduce soluzioni raffinate in uso solo su vetture di classe superiore.

    La vera novità introdotta con l'Alfetta 1800 è il gruppo di trasmissione tutto al retrotreno, cambio e frizione in blocco con il differenziale e ponte posteriore  De Dion 
    Questo raffinato sistema offre assieme i vantaggi del ponte rigido e del ponte a ruote indipendenti.

    Questo sistema di trasmissione offre una riduzione delle masse non sospese al retrotreno del 30%, inoltre il ponte De Dion mantiene le caratteristiche di direzionalità e resistenza al rollio tipiche del ponte rigido.
    Il ponte posteriore  De Dion dell'Alfetta 1800 è composto da una struttura tubolare a triangolo ancorata trasversalmente mediante parallelogramma di Watt.

    Il cambio è a 5 marce in blocco con il differenziale, la forza arriva dal motore grazie ad un albero di trasmissione e viene trasmessa alle ruote mediante semiassi resi oscillanti da giunti omocinetici, gli innesti delle marce possono risultare difficoltosi a causa della lunghezza dei leveraggi, l'escursione delle marce è notevole, è necessario un pò di tempo per abituarsi, molti alfisti non erano contenti di questa nuova soluzione e rimpiangevano il cambio della Giulia.

    L'albero di trasmissione che collega il motore al cambio ha lo stesso regime di rotazione del motore ed è sempre in movimento dato che la frizione si trova al retrotreno, con il cambio in folle e motore al minimo si avverte una leggera rumorosità.

    I freni sono a doppio circuito a 4 dischi, quelli posteriori sono all'uscita del differenziale, e beneficiane del limitatore di frenata per evitare il bloccaggio delle ruote.

    Il sistema a ponte De Dion dell'Alfetta 1800 garantisce una perfetta distribuzione dei pesi, 50% all'avantreno e 50% al retrotreno, assieme alle ottime caratteristiche dello sterzo a cremagliera, montato per la prima volta su una berlina Alfa Romeo, offrono un'ottima tenuta di strada in tutte le condizioni, portando l'Alfetta ai vertici della sua categoria.
    La sensazione di sicurezza alla guida dell'Alfetta 1800 è difficilmente riscontrabile in alte vetture della stessa potenza.

    All'avantreno l'Alfetta 1800 dispone di sospensioni a barre di torsione introdotte per la prima volta su una berlina di serie Alfa romeo.

    Il motore è lo stesso di quello montato sulla 1750 berlina, a parte la nuova coppa dell'olio, nuovo disegno dei collettori e ventola di raffreddamento elettrica.
    Il  quattro cilindri bialbero da 122 CV DIN è ottimo sotto tutti gli aspetti, la coppia motrice è elevata e disponibile anche dai bassi regimi, inoltre sopporta molto bene il fuori giri, la velocità è più che buona, quasi 185 km/h, grazie alla migliorata profilatura della carrozzeria e ai rapporti del cambio allungati.

    L'Alfetta è una 5 posti dall'abitacolo spazioso e confortevole, i sedili sono comodi e offrono una buona tenuta, il posto di guida è buono grazie alla possibilità di regolare il volante in altezza e inclinazione, buona la strumentazione di serie, funzionale la plancia e i comandi.

    Il comfort di marcia non è mai stato eccellente nelle precedenti Alfa Romeo, ma con l' Alfetta è stato  curato, la rumorosità è molto contenuta, il rumore del motore si nota dopo i 5000 giri/min ma non è fastidioso, nel complesso la vettura è comoda e silenziosa, grazie alle maggiori dimensioni dell'abitacolo, alla buona insonorizzazione, e alle nuove sospensioni.

    Le finiture non sono mai state un punto di forza delle Alfa Romeo, nell'Alfetta erano piuttosto scarse rispetto alla concorrenza, perfino peggiori rispetto alla 2000 berlina.

    Il comportamento su strada dell'Alfetta 1800 è di alto livello, il motore è ottimo sotto tutti gli aspetti, più potente ed elastico di quello della 1750 berlina, consente di raggiungere i 185 km/h di velocità massima, valore che nessuna vettura della categoria dell'Alfetta riesce ad ottenere, il motore è talmente potente che si rischia di andare in fuorigiri anche in quinta marcia.

    Anche l'accelerazione è molto buona, l'Alfetta 1800 accelera da 0 a 100 km/h in 9,8 secondi, risultato migliore di quello ottenuto dalla 1750, il vantaggio dell'Alfetta 1800 è dato dalla trasmissione a ponte De Dion, che garantisce maggiore aderenza al suolo delle ruote motrici riducendo notevolmente il pattinamento.

    La tenuta di strada è ottima in tutte le condizioni, grazie alla perfetta distribuzione dei pesi, e alle caratteristiche dello sterzo, il comportamento è neutro, la sensazione di sicurezza alla guida dell'Alfetta 1800 è eccellente.


    Caratteristiche Tecniche:

    • motore: tipo 01608  quattro cilindri bialbero 1779 cc, alesaggio x corsa = 80 x 88,5 mm
    • alimentazione: 2 carburatori doppio corpo orizzontali Weber 40 DCOE/32 
    • potenza max: 122 Cv DIN - 140 CV SAE a 5500 giri/min
    • coppia max 19,0 mkg SAE a 3000 giri/min
    • trasmissione: cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati in blocco con il differenziale,frizione monodisco a secco, trazione posteriore, retrotreno a ponte de Dion con parallelogramma di Watt
    • freni: idraulici a disco sulle 4 ruote con servofreno, dischi posteriori all'uscita del differenziale
    • carrozzeria: berlina 4 porte 5 posti, scocca autoportante in acciaio
    • dimensioni: lunghezza 4,28 m, larghezza 1,62 m, altezza 1,43 m, peso 1060 kg
    • prestazioni: velocità max oltre 180 km/h
    • consumo: medio 11,5 litri/100 km
    • pneumatici: 165 SR 14
    • serbatoio: 49 litri
    • accessori a richiesta: Interno texalfa, appoggiatesta regolabili, lunotto termico, vernice metallizzata
    Prezzo di listino nel 1972: 2.245.000 lire
    Valutazione attuale: 6000 euro (ruoteclassiche Novembre 2013)


    Hanno Parlato Di Lei:

    Quattroruote Giugno-Luglio 1972 (prova su strada)

    Quattroruote Maggio 1975 (prova dei 100.000 Km)

    Quattroruote ha sempre dedicato attenzione alla resistenza e alla durata nel tempo delle automobili, per questa prova sono stati percorsi con un' Alfetta 1800 100.000 km, dopodichè la vettura è stata  sottoposta ad un test delle prestazioni, dello stato della carrozzeria, infine l' Alfetta 1800 è stata smontata pezzo per pezzo verificarndo il grado di usura degli organi meccanici.

    L'Alfetta 1800 con 100.000 km percorsi, registrava le stesse prestazioni di quando era nuova, in certi casi erano addirittura migliorate, la carrozzeria, e gli organi meccanici erano ancora in ordine, e in grado di percorrere ancora chilometri.


    Curiosità:

    L'Alfetta a due porte

    Per il progetto Tipo 116 era prevista la realizzazione di un modello a due porte, destinato ai mercati del centro Europa come la Germania, paesi dove le vetture a due porte erano più richieste.
    Questo modello rimase a livello di studio, fu realizzata la scocca a livello di prototipo, ma non entrò mai in produzione.

    L'Alfetta 1800 è stata una vettura molto famosa negli anni '70 in dotazione a Polizia Stradale, Carabinieri e Guardia di Finanza come vettura da inseguimento, sostituiva le ormai datate Giulia 1600, molto presente nella produzione cinematografica dell'epoca, soprattutto nel filone poliziottesco in cui pericolosi banditi venivano inseguiti dalle forze dell'ordine a bordo di velocissime Alfetta.

    mercoledì 11 dicembre 2013

    Alfa Romeo Giulia Super 1600 (1972-1974)

    Alfa Romeo Giulia Super 1600
     













    Storia e Tecnica:


    L'Alfa Romeo Giulia Super 1600 viene presentata nel 1972 per rilanciare la gamma delle Giulia, e per rassicurare la clientela sulla continuazione del modello.
    La Giulia, nonostante la prossima presentazione della nuova Alfetta,  e la concorrenza della 1750, continuava a riscuotere un alto gradimento tra i clienti Alfa Romeo.

    La Giulia Super 1600 ha carrozzeria unificata al modello 1300, il suo scopo era quello di offrire alla clientela una versione più potente, della precedente Giulia Super.

    Strutturalmente è identica alla vecchia super del 1965, il motore è più potente, la meccanica  ha ricevuto migliorie.
    Esteticamente si distingue dalla serie precedente per le nuove ruote e copriruota con bulloni di fissaggio a vista, allineandosi al resto della produzione Alfa Romeo, nuovi gruppi ottici posteriori di maggiori dimensioni, proiettori anteriori dotati di regolazione di assetto del fascio luminoso.

    All'interno cambia il volante con coprimozzo in legno, al pavimento gomma al posto della moquette che impoveriva l'arredamento.

    La meccanica della Giulia Super 1600 rimane identica rispetto alla versione del 1965, eccetto alcune migliorie meccaniche, come l'adozione di un nuovo impianto frenante a doppio circuito,  pedaliera imperniata in alto, adozione dell'alternatore,  modifica  ai condotti di aspirazione, la potenza sale a 116 Cv SAE.

    La carrozzeria della Giulia Super 1600 risente del peso degli anni, ma rimane una vettura con caratteristiche estetiche e sportive che piace ancora al pubblico, l'abitabilità non è eccezionale, ma i sedili sono comodi e ben avvolgenti, il posto di guida è tipicamente sportivo, tutti i comandi sono nella giusta posizione.

    La plancia è identica alla vecchia versione, ben curata e funzionale, la strumentazione è completa di tutto il necessario, mancherebbe solo il termometro dell'olio.

    La finitura non è mai stata un punto forte delle Giulia, nel complesso è discreta, vista l'adozione del pavimento in gomma è più povera della precedente versione.

    Il comportamento su strada è il punto di forza della Giulia Super 1600, motore pronto e potente a tutti i regimi, rumorosità è diminuita, potenza è aumentata, la velocità massima sfiora i 180 km/h, l'accelerazione è ai livelli di una macchina sportiva, grazie al motore potente e all'ottimo cambio, la Giulia accelera da 0 a 100 km/h in 12,5 secondi, il consumo è migliorato rispetto alla precedente versione.

    Anche i freni sono un punto di forza delle Giulia, potenti e ben modulabili senza fenomeni di bloccaggio anomalo delle ruote in ogni condizione. 

    La tenuta di strada è ottima sull'asciutto, un pò meno sul bagnato, dove influisce molto il tipo di pneumatico adottato, da notare un lieve alleggerimento in autostrada alle alte velocità, comportamento è da neutro a sottosterzante, coricamento elevato in curva.

    Il confort è da vettura sportiva, l'abitabilità è limitata specialmente ai sedili posteriori.



    Caratteristiche Tecniche:

    • motore: bialbero 4 cilindri in linea 1570 cc, alesaggio x corsa = 78 x 82 mm
    • potenza max: 116 CV SAE a 5500 giri/min
    • coppia max 16,5 mkg SAE a 2900 giri/min
    • trasmissione: motore anteriore, trazione posteriore, cambio a leva centrale, 5 rapporti tutti sincronizzati, frizione monodisco a secco, retrotreno a ponte rigido, rapporto al ponte 4,55:1
    • freni: idraulici a doppio circuito Ate, a disco sulle 4 ruote con servofreno. 
    • carrozzeria: berlina 4 porte 5 posti, scocca autoportante in acciaio, sospensioni anteriori indipendenti, posteriori a ponte rigido, con molle elicoidali ed ammortizzatori
    • dimensioni: lunghezza 4,16 m, larghezza 1,56 m, altezza 1,43 m, peso 1010 kg
    • prestazioni: velocità max dichiarata 175 km/h, effettiva oltre 178 km/h
    • consumo: a 80 km/h 7,45 litri/100 km, a 100 km/h 8,64 l/100 km, a 120 km/h 9,7 l/100 km 
    • pneumatici: 155 SR 15  - 165 SR 14
    • serbatoio: 46 litri, riserva 7 litri




    mercoledì 4 dicembre 2013

    Auto Union Audi 80 L 1300 - Audi 80 GL 1500 Serie B1

    Audi 80 L 1300 Serie B1











    Audi 80 GL 1500 Serie B1
     




    La Piccola Audi


    L'Audi 80 serie B1 è stata presentata nell'estate del 1972 ed ha riscosso un immediato successo nel mercato tedesco, la crisi petrolifera del 1973 aveva penalizzato le vetture di grossa cilindrata, e l'Audi 80 era una vettura dall'alto rendimento energetico, grazie al motore di piccola cilindrata abbinato ad una carrozzeria leggera ed elegante, infatti pesava meno di 900 kg e consumava poco, vinse anche il premio come auto dell'anno per il 1973.

    l' Audi 80 sostituisce la vecchia Audi 60, affiancandosi alla serie 100.

    L'Audi entra a far parte del gruppo Volkswagen a partire dal 1964, la nuova Audi 80 frutto di una progettazione completamente nuova, è molto importante per il gruppo Volkswagen, perchè essendo stata realizzata con caratteristiche tecniche d'avanguardia, farà  da schema base per le future automobili di tutto il gruppo, infatti sia la VW Golf che la Passat sono state realizzate con gli stessi principi meccanici.

    La nuova Audi 80 dispone di motore anteriore, trazione anteriore, avantreno Mc Pherson, retrotreno a ruote interconnesse, uno schema che verrà utilizzato per lunghi anni in tutte le autovetture Audi e Volkswagen.

    L'Audi 80 serie B1 è stata prodotta con le motorizzazioni 1300 cc e 1500 cc, entrambe disponibili a due o quattro porte, sul mercato italiano sono state distribuite 5 versioni:
    • Audi 80 e Audi 80 L con motore 1297 cc, 60 Cv, velocità max 147 km/h
    • Audi 80S  e Audi 80 LS con motore 1471 cc, 75 Cv, velocità max 160 km/h
    • Audi 80 GL con motore 1471 cc, 85 Cv, velocità max 170 km/h

    La Tecnica:

    L'Audi 80 Serie B1 ha una meccanica tradizionale, motore anteriore longitudinale, trazione anteriore, sospensioni anteriori Mc Pherson, retrotreno ad assale rigido, con bracci longitudinali e barra Panhard trasversale.

    Le versioni di base con motore 1300 e 1500 differiscono tra loro per pochissimi particolari, a parte la cilindrata diversa i due motori sono strutturalmente eguali, quattro cilindri monoalbero a camme in testa, il cambio a quattro marce in blocco con il differenziale, trasmissione alle ruote tramite giunti omocinetici.

    Il motore dell'Audi 80 1300 dispone di un carburatore monocorpo, la 1500 di un carburatore doppio corpo.

    Interessante il sistema frenante di tipo diagonale a doppio circuito, a due circuiti indipendenti, dove uno comanda la ruota anteriore sinistra e quella posteriore destra, e viceversa, freni a disco all'aventreno e posteriori a tamburo.

    Esteticamente l'Audi 80 GL si distingue dalla 80 L per la fanaleria con 4 proiettori allo iodio, i paraurti con guarnizione in gomma, pneumatici radiali, passaruota con modanatura cromata, tappo carburante con serratura, tubo di scarico cromato, tapezzeria in velluto a nido d'ape e tergicristallo a intermittenza.

    Esteticamente l'Audi 80 ha una linea piacevole, ed equilibrata, si ispira al modello Audi 100,
     frontale con ampia calandra e coda piuttosto tozza, linee tese e spigolose sulla fiancata. Il grado di finitura dell'Audi 80 è buono in tutti i particolari, offre spazio per 5 persone nonostante le ridotte dimensioni, grazie all'adeguato sfruttamento degli spazi, alla notevole corsa dei sedili.

    La strumentazione interna è piuttosto scarsa, ottimo l'impianto di climatizzazione.

    Il comportamento su strada dell'Audi 80 è molto buono, sia per quanto riguarda la tenuta di strada, che per le prestazioni, che naturalmente sono migliori nella 1500, il motore è comunque pronto e potente in entrambe le versioni, offre una buona velocità di crociera e una buona accelerazione.
    La tenuta di strada è buona in tutte le condizioni, elevato il pattinamento delle ruote in accelerazione.

    Il consumo è molto contenuto in entrambe le versioni, ma la 1500 presenta i migliori risultati , infatti alle basse e medie velocità la 1500 consuma meno della 1300, i consumi dell'Audi 80 1500 sono migliori di tutte le sue dirette concorrenti, paragonabili a quelle di vetture di categoria inferiore.
    A circa 110 km/h l'Audi 80 1500 consuma 7,7 litri/100 km, una Giulia Super 1300 ne consuma 9,2.

    Il confort di marcia è buono, l'insonorizzazione del motore è buona, le sospensioni sono anche troppo morbide e causano un certo coricamento in curva.


    Caratteristiche Tecniche:

    Audi 80 L 1300

  • motore: 4 cilindri in linea 1297 cc, alesaggio x corsa = 75x73,4 mm
  • alimentazione: un carburatore monocorpo invertito Solex 30 - 35 PDSIT 
  • distribuzione:  albero a camme in testa, cinghia dentata 
  • potenza max: 60 CV DIN a 5800 giri/min 
  • coppia max: 9,4 Mkg DIN a 3500 giri/min
  • trasmissione: motore anteriore, trazione anteriore, cambio a 4 rapporti tutti sincronizzati, frizione monodisco a secco. 
  • freni: idraulici a disco all'avantreno, a tamburo al retrotreno, doppio circuito.
  • carrozzeria: berlina 2/4 porte, 5 posti
  • dimensioni: lunghezza 4,17 m, larghezza, 1,60 m, peso 835 kg
  • prestazioni: velocità max  149 km/h
  • consumo: a 80 km/h 6,5 litri/100 km, a 100 km/h 7,6 litri x 100 km, a 120 km/h 9,5 l/ 100 km
  • pneumatici: 155 SR 13 a richiesta 175/70 SR 13 
  • serbatoio: 45 litri


  • Audi 80 GL 1500

    Stesse caratteristiche del modello 1300 tranne:

  • motore:  cilindrata 1471  alesaggio x corsa = 76,5x80 mm 
  • alimentazione: un carburatore doppio corpo invertito Solex 32 - 35 TDID 5 
  • potenza max 85 Cv a 5800 giri/min 
  • coppia max 12,3 mkg DIN a 4000 giri/min
  • trasmissione: a richiesta trasmissione automatica a 3 rapporti 
  • dimensioni: lunghezza 4,20 m, peso 855 kg
  • prestazioni: velocità max  170 km/h
  • consumo: a 80 km/h 5,6 litri/100 km, a 100 km/h 6,8 litri x 100 km, a 120 km/h 8,5 l/ 100 km
  • pneumatici: 155 SR 13 a richiesta 175/70 SR 13

  • martedì 3 dicembre 2013

    Alfa Romeo Alfa 90 2.0 6V Iniezione

    Alfa Romeo Alfa 90 2.0 6V Iniezione












    La Storia:


    L'Alfa 90 è stata presentata nell'autunno del 1984, ebbe il difficile compito di sostituire l'alfetta.

    L'Alfa Romeo stava vivendo un periodo economicamente difficile, non c'erano soldi per progettare una nuova macchina, quindi per realizzare l'Alfa 90 vennero riciclati i componenti dell'alfetta.
    Il lavoro riuscì abbastanza bene, perchè nonostante l'evidente somiglianza con l'alfetta, l'alfa 90 ha riscosso una discreta accoglienza dalla clientela Alfa Romeo, ma non riuscì a ricalcare il successo ottenuto dall'alfetta.

    L'alfa 90 era una macchina nata vecchia, aveva come dirette concorrenti la Lancia Thema, la Fiat Croma, la Saab 9000, vetture moderne sotto tutti gli aspetti, inoltre nel 1985 venne presentata l'Alfa 75, altro modello realizzato in economia partendo dalla componentistica della Giulietta, che però gli alfisti preferirono alla 90 vista la linea più bella sportiva e aggressiva.

    La linea dell'Alfa 90 è più slanciata di quella dell'alfetta, infatti rispetto ad essa registra un Cx aerodinamico di 6 punti inferiore.

    Il disegno è di Bertone, riconoscibile dalla profilatura squadrata dei passaruota, e dalle scanalature lungo le fiancate.

    Negli anni 80 l'Alfa Romeo era una delle poche case automobilistiche a produrre un modello 2 litri con motore a 6 cilindri, l'Alfa 2000 6V è stata realizzata appositamente per il mercato italiano, infatti per le cilindrate superiori a 2000 cc, era prevista un'aliquota iva del 38%, questa macchina è una 2000 con lo stesso allestimento lussuoso della versione 2500 quadrifoglio oro.



    La Tecnica:


    L'Alfa 90 2000 6V iniezione mantiene la stessa impostazione meccanica dell'alfetta, ovvero motore anteriore, trazione posteriore, cambio al retrotreno in blocco con il differenziale, ponte De Dion e parallelogramma di Watt, all'avantreno le classiche sospensioni a quadrilateri con molle e barre di torsione, la scocca è la stessa, ma non ci sono parti di carrozzeria in comune tra Alfetta e Alfa 90, infatti la linea è stata completamente ridisegnata, lo spessore delle lamiere è inferiore nella 90, ma è meglio protetto contro la corrosione, anche l'impianto elettrico risulta più affidabile.

    Il motore è la novità più interessante dell'Alfa 90 2000 6V, derivato da quello dell'Alfa 6, è un 6 cilindri a V con iniezione elettronica, e modulo di controllo elettronico CEM che controlla accensione e iniezione.

    Cambio a 5 rapporti e sterzo a cremagliera con servosterzo.

    L'Alfa 90 2000 6V è una berlina di lusso, gli interni sono raffinati e curati nel rivestimento, è comoda per quattro persone, posto di guida di alto livello grazie alla regolazione elettrica del sedile in ogni direzione,  alla regolazione in altezza e assiale del piantone dello sterzo, dotata di strumentazione completa di tutti gli indicatori e numerose spie luminose, buono l'impianto di climatizzazione che comprende anche il ricircolo dell'aria, buone anche le finiture, e la dotazione di accessori di serie.

    L'Alfa 90 è vanta un'ottimo motore, regolare e potente, i suoi 132 Cv garantiscono un'elevata velocità (195 km/h) e una vivace accelerazione (da 0 a 100 km/h in 10,3 secondi) la ripresa è piuttosto lenta, a causa del peso della vettura e della quinta lunga.

    Il consumo è elevato, specialmente se si sfrutta la potenza del motore.

    L'Alfa 90 presenta un difetto comune a molte Alfa Romeo della manovrabilità difficoltosa del cambio a causa della lunghezza dei leveraggi.

    Il comportamento su strada dell'Alfa 90 è tipico di un'Alfa Romeo degli anni '80 cioè buono in tutte le condizioni, non mette mai in difficoltà il conducente, le sospensioni assicurano un adeguato molleggio anche sullo sconnesso, garantendo allo stesso tempo la stabilità, infatti la tenuta di strada è sempre sicura in ogni situazione, eccetto nelle curve strette e su fondo bagnato si possono verificare scodate facilmente correggibili, la mancanza del differenziale autobloccante causa spesso il pattinamento delle ruote.

    L'impianto frenante dell'Alfa 90 a 4 dischi è molto efficiente, resistente alla fatica, non presenta bloccaggio, corsa del pedale piuttosto lunga, a richiesta era disponibile l'impianto ABS.

    Caratteristiche Tecniche:

  • motore: 6 cilindri a V di 60°  alesaggio x corsa = 80x66,2 mm
  • cilindrata: 1996 cc
  • potenza max: 132 CV DIN a 5600 giri/min  - 96 kw
  • coppia max 18 mkg DIN a 3000 giri/min
  • trasmissione: cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati in blocco con il differenziale,frizione monodisco a secco, trazione posteriore, retrotreno a ponte de Dion con parallelogramma di Watt
  • freni: idraulici a disco sulle 4 ruote con servofreno, dischi posteriori all'uscita del differenziale
  • carrozzeria: berlina 4 porte 5 posti, scocca autoportante in acciaio
  • dimensioni: lunghezza 4,391 m, larghezza, 1,638 m, peso 1170 kg
  • prestazioni: velocità max 195 km/h
  • consumo: a 90 km/h 6,4 litri x 100 km, a 120 km/h 8,2 l/100km.
  • pneumatici: 185/70 HR 14
  • serbatoio: 49 litri       


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