domenica 17 novembre 2013

Alfa Romeo Giulia GT Veloce (1965 - 1968)

 
 


Alfa Romeo Giulia Gt Veloce



 
















L'Alfa Romeo Giulia Gt Veloce, viene presentata al Salone di Ginevra del 1966 è una versione ammodernata, potenziata e con finiture migliorate della  precedente Giulia Sprint GT del 1963, la dicitura Veloce sta ad indicare l'aumento di potenza e di velocità della nuova vettura.

Con l'introduzione della Giulia Gt Veloce, vengono migliorati i particolari del precedente modello che gli alfisti non apprezzavano, i sedili vengono  resi  più avvolgenti e sportivi, cambiato il disegno del volante, la plancia viene rivestita in finto legno, viene aggiunta una luce di lettura al centro plancia, il pavimento viene rivestito di moquette, migliorata la qualità dei rivestimenti.

All'esterno la Veloce mantiene lo scalino frontale, viene modificata la mascherina anteriore aggiungendo 3 listelli cromati, paraurti in 2 pezzi, sulla coda vicino alla targa c'è la nuova scritta Veloce,  sui montanti posteriori vengono applicati due stemmi raffiguranti il quadrifoglio verde.

Viene inoltre ampliata la gamma dei colori.

Al motore della Gt Veloce vengono aggiunti 3 cv di potenza, ottenuti grazie alla modifica dell'angolo delle valvole, e all'aumento del diametro di quelle di aspirazione, la potenza passa a 109 cv DIN.
Grazie a questo aumento di potenza e alla migliorata l'erogazione della coppia, la Giulia GT Veloce ottiene prestazioni nettamente migliori della precedente Sprint GT,  la velocità massima della Giulia GT Veloce è di 187 Km/h. mentre l'accelerazione  da 0 a 100 Km/h avviene in 10 secondi. (Prova Quattroruote Febbraio 1967)

Con questi risultati la Giulia GT Veloce si poneva al vertice della sua categoria, ed era in grado di mettere in difficoltà vetture di maggiore cilindrata  

La carrozzeria è sempre Disegno di Bertone.



Caratteristiche Tecniche:

  • Motore: cilindrata 1570 cc, alesaggio x corsa = 78 x 82 mm, rapporto di compressione 9:1, potenza max 109 CV DIN a 6000 giri/min
  • Alimentazione: due carburatori a doppio corpo Weber 40 DCOE 27
  • Trasmissione: motore anteriore trazione posteriore, cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati, con frizione monodisco a secco, rapporto al ponte 9/41
  • Sospensioni: anteriori a ruote indipendenti, posteriori a ponte rigido
  • Freni: idraulici a disco sulle 4 ruote con servofreno a depressione
  • Dimensioni: lunghezza 4.08 m, larghezza 1.58 m, peso a vuoto 1020 kg
  • Prestazioni: velocità max oltre 185 km/h
  • consumo: 10,5 litri/100 km
  • Pneumatici: 155 SR 15

 

Alfa Romeo Giulia TI Super 1963



Alfa Romeo Giulia Ti Super, La Giulia Quadrifoglio




Alfa Romeo Giulia TI Super




 
L'Alfa Romeo Giulia Ti Super del 1963 è una versione speciale alleggerita, ribassata e potenziata della Giulia Berlina 1600 Ti, la chiamavano "Quadrifoglio" per il fregio verde a forma di quadrifoglio disegnato sui parafanghi anteriori, simbolo che da sempre aveva contraddistinto le vetture da corsa Alfa Romeo.

La Giulia Ti Super è stata presentata nell'aprile del 1963, con la Ti Super l'Alfa Romeo contava di partecipare alle competizioni italiane ed europee nella categoria Turismo.

Dotata del motore della giulia SS e alleggerita di 90 Kg, la Ti Super superava i 185 Km/h.
La Giulia Ti Super si distingueva per le prese d'aria a griglia metallica al posto dei proiettori interni, i cerchi Campagnolo in elektron, il volante in lega leggera a tre razze, cambio a leva centrale, sedili sportivi separati, strumentazione sportiva.

Nella Ti Super al fine di risparmiare peso venne eliminato tutto il superfluo, vennero realizzati i finestrini laterali in plexiglass, levato l'impianto di riscaldamento, i rostri del paraurti, il coperchio del vano portaoggetti, braccioli e maniglie,.. insomma tutto ciò che non era necessario per andare veloce.

L'Alfa Romeo Giulia Ti Super rimase in produzione per due anni, ne vennero prodotti 501 esemplari, di cui 1 color rosso, 1 color grigio, 499 color biancospino.

Il motore della Ti Super era quello della Giulia SS con 2 carburatori a doppio corpo Weber  senza filtro dell'aria, cambio a leva centrale, interni spartani e sportivi, strumentazione sportiva con tre strumenti circolari di eguale diametro, volante in alluminio a tre razze, cinture di sicurezza anteriori di serie, carrozzeria alleggerita a 910 Kg, assetto ribassato, radiatore olio a richiesta, freno a mano tra i sedili anteriori.

La Giulia Ti Super era un'auto dalle prestazioni eccezzionali, potenza e coppia notevoli anche ai bassi regimi, la Ti Super era un'auto che prese parte a numerose competizioni, dove spesso si confrontava con vetture di categoria superiore, con ottimi risultati, molto apprezzata dai piloti per potenza, comfort e tenuta di strada, infatti vantava un comportamento senza sorprese sia in accelerazione che in rilascio del gas, con un leggero sovrasterzo faccilmente controllabile.
 
Dal 1963 al 1965 l'Alfa Romeo Giulia Ti Super seppe tener testa a vetture come Porsche e Ferrari, sia nelle corse in salita che nella categoria Turismo, dal 1965 in poi la Ti Super viene sostituita dalla GTA.  


Caratteristiche Tecniche:
 
  • motore: bialbero 4 cilindri in linea 1570 cc, alesaggio x corsa = 78 x 82 mm
  • potenza max: 112 CV DIN a 6500 giri/min
  • trasmissione: motore anteriore, trazione posteriore, cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati a leva centrale, frizione monodisco a secco, retrotreno a ponte rigido
  • freni: idraulici a disco sulle 4 ruote 
  • carrozzeria: berlina 4 porte 5/6 posti, scocca autoportante in acciaio, sospensioni anteriori indipendenti, posteriori a ponte rigido, con molle elicoidali ed ammortizzatori
  • dimensioni: lunghezza 4,115 m, larghezza 1,56 m, altezza 1,43 m, peso 910 kg
  • prestazioni: velocità max oltre 185 km/h
  • pneumatici: 155 x 15














  • lunedì 4 novembre 2013

    Volvo P 1800 S - 1800 ES (1961 - 1973)

     
     
     
     
     
    
    Volvo P 1800 S e Volvo 1800 ES, due sportive svedesi prodotte tra il 1961 e il 1973, la prima con carrozzeria coupè, la seconda con carrozzeria due volumi e portellone posteriore in vetro, soluzione che verrà ripresa con la Volvo 480.

    La Volvo era famosa per le sue vetture sobrie, solide, sicure, ma tranquille, in diverse occasioni aveva tentato senza successo di imporsi sul mercato delle sportive e liberarsi di quell'etichetta, la Volvo P1800 è stato il tentativo finalmente riuscito di produrre un'automobile sportiva, infatti la Volvo P 1800 è una bella e robusta sportiva svedese, dotata di un ampio bagagliaio, linea carismatica, e motore abbastanza potente.

    Una pubblicità dell'epoca diceva: "P 1800, Il fiore all'occhiello della produzione Volvo", infatti questo modello in tutte le sue varianti è una delle vetture svedesi più collezionate, negli Usa è diventata un oggetto di culto.

    La Volvo P 1800 è divenuta molto famosa grazie alla trasmissione televisiva "Il Santo" interpretata da Roger Moore.
    Il Santo era una serie televisiva britannica prodotta dal 1962 al 1969 in cui Roger Moore vestiva i panni dell'investigatore privato Simon Templar, e guidava una Volvo P 1800 Bianca, targata 71 DXC.

    Questa serie televisiva fu una vera fortuna per la P 1800, dopo che la Jaguar si rifiutò di mettere a disposizione della produzione televisiva una Jaguar E, la Volvo prese la palla al balzo, e la sua sportiva divenne famosa in tutto il mondo grazie a Roger Moore.

    Più che una sportiva la Volvo P 1800 può essere considerata come una Gran Turismo.

    Fonte wikipedia: ripartizione della produzione dei modelli tra il 1961 e il 1973

  • P 1800 (1961-1963): 6.000 esemplari
  • 1800 S (1963): 2.001 esemplari
  • 1800 S (1964): 4.500 esemplari
  • 1800 S (1965): 4.000 esemplari
  • 1800 S (1966): 4.500 esemplari
  • 1800 S (1967): 4.500 esemplari       
  • 1800 S (1968): 2.800 esemplari
  • 1800 S (1969): 1.693 esemplari
  • 1800 E (1970): 2.799 esemplari
  • 1800 E (1971): 4.750 esemplari
  • 1800 E (1972): 1.872 esemplari
  • 1800 ES (1972): 3.070 esemplari
  • 1800 ES (1973): 5.007 esemplari



  • Motore 1800, 90 Cv di potenza,  la Volvo P 1800  viene presentata al Salone di Bruxelles nel 1960, disegnata dal progettista svedese Pelle Patterson, e successivamente perfezionata da Pietro Frua per conto della carrozzeria Ghia, può essere definita un autovettura internazionale, infatti i lamierati della carrozzeria provengono dalla Pressed Steel e assemblati dalla Jensen (fino al 1963), la parte elettrica è Lucas, Freni Girling, ruote Sankey, ponte posteriore Spicer, ammortizzatori Delco.

    La Volvo P 1800 veniva inizialmente prodotta dalla inglese Jensen, la Volvo non aveva abbastanza spazio nei suoi stabilimenti, però la Jensen non riusciva a produrre vetture di qualità soddisfacente agli standard Volvo, e così la casa svedese si organizzò, e dal 1963 tolse il contratto alla Jensen per produrre nei propri stabilimenti di Goteborg la sua sportiva che venne ribattezzata  1800 S per indicare la produzione svedese. 

    La Nuova Volvo 1800 S si differenziava dalla produzione Jensen per il nuovo paraurti a lama unica senza rostri, differenti cerchi alle ruote, profilo cromato che corre lungo le fiancate. 

    Nel 1966 la potenza del motore salì a 103 Cv grazie a modifiche meccaniche ai condotti di aspirazione e scarico, vengono migliorate anche sospensioni e sterzo.

    Nel 1969 la vettura subisce un restyling, la  mascherina sarà nera opaca anziché cromata, griglie laterali più ampie e verniciate di nero, modifiche agli interni.
    Per quanto riguarda il motore abbiamo un aumento di cilindrata da 1778 a 1986 cc, e l'adozione di un sistema di iniezione meccanica in luogo dei carburatori,  la potenza sale così a 118 CV, cambia anche il nome in Volvo 1800 E.

    Nell' Agosto del 1971 viene presentato il nuovo modello, con un restyling piuttosto evidente di carrozzeria, il disegno è sempre di Pietro Frua, che crea una trasformazione da coupè 3 volumi a hatchback con portellone in vetro, mantenendo inalterato il frontale, come nella 1800 E che rimaneva ancora in produzione .

    La nuova vettura si chiama Volvo 1800 ES ovvero Sport Estate, dal punto di vista meccanico viene adottato un nuovo impianto di iniezione elettronica in luogo di quella meccanica, che determina un incremento della potenza a 126 Cv.

    La Volvo 1800 ES con il portellone posteriore in vetro pur essendo una coupè a 2 porte, assomiglia ad una station wagon, e vanta un ampio bagagliaio.

    La Coupè 1800 E esce dal listino nel 1972 mentre la 1800 ES rimane in produzione fino a giugno 1973.

    La Volvo 1800 in entrambe le versioni può essere definita come una sportiva robusta, dalla linea gradevole, e dalla meccanica molto affidabile, i ricambi sono facilmente reperibili ancora oggi attraverso la rete Volvo.

    Su strada le due Volvo sono brillanti e affidabili, raggiungono entrambe i 180 Km/h, nella Coupè 1800 S l'impianto frenante Girling con dischi all'avantreno e tamburi al retrotreno, erano sottodimensionati e poco resistenti alla fatica, infatti con l'uso prolungato, gli spazi di frenata si allungavano.

    Nella Volvo 1800 ES che montava freni a disco sulle 4 ruote il problema non era presente.

    I consumi sono contenuti, con entrambe le vetture si possono percorrere 10 Km con un litro di carburante.


    Caratteristiche Tecniche:

    Volvo P 1800

    • Motore: B 18 quattro cilindri in linea 1780 cc,
    • potenza 75 KW a 5500 giri /min
    • carrozzeria: struttura portante in acciaio, coupè 2 porte
    • cambio a 4 marce, overdrive a richiesta
    • freni: anteriori a disco, posteriori a tamburo
    • consumo: medio 7,3 km/litro
    • peso: 1092 kg
    • velocità max: 169 km/h 

    domenica 3 novembre 2013

    Alfa Romeo Dauphine (1959 - 1964)

     
    
    La Dauphine è un automobile prodotta dall'Alfa Romeo su licenza Renault negli stabilimenti del Portello a Milano.

    Con la Dauphine l'Alfa Romeo mirava a entrare in concorrenza con la Fiat e ricavarsi una nicchia di mercato nel settore delle piccole cilindrate come le Fiat 600 e 1100.

    La Dauphine infatti era una utilitaria francese prodotta dalla Renault dal 1956 fino al 1967.

    La produzione in Italia inizia negli stabilimenti Alfa Romeo nel giugno del 1959 dove i primi esemplari di Dauphine vengono assemblati, con lievissime differenze estetiche e meccaniche rispetto al modello francese.

    L'Alfa Romeo Dauphine rispetto al modello francese differiva nella scritta di identificazione modello posta sui parafanghi anteriori, differenti erano i fanalini anteriori, posteriori, indicatori di direzione laterali, la stoffa dei sedili era quella della Giulietta Ti, impianto elettrico a 12 volt, cambio a 4 marce, e luce della targa.

    La Dauphine è una piccola berlina a 4 porte e 4 posti, la linea è moderna è accattivante, motore posteriore a 4 cilindri, lo stesso montato sulla Renault R4, abbastanza brillante e dai consumi contenuti, interni essenziali e spartani, cruscotto in lamiera verniciata, strumentazione essenziale, vano portaoggetti aperto, al centro del cruscotto c'è l'alloggiamento per la radio, leva del cambio a pavimento.

    La tenuta di strada non è eccezzionale, visto il peso ridotto, e i pneumatici stretti, alle alte velocità lo sterzo si alleggerisce, e in curva il retrotreno tende a scappare, per ovviare all'alleggerimento dello sterzo i proprietari della Dauphine collocavano una zavorra nela cofano anteriore.


    Caratteristiche Tecniche:

    • Motore: posteriore longitudinale, 4 cilindri in linea,  cilindrata 845cc, alesaggio x corsa = 58 x 80 mm, potenza max 26,5 CV DIN a 4250 giri/min, rapporto di compressione 7.75:1
    • Alimentazione: un carburatore invertito Solex 28IBT 
    • Accensione a spinterogeno, batteria 12 V 38 Ah.
    • Raffreddamento a liquido.
    • Distribuzione ad albero a camme laterale e valvole in testa
    • Trasmissione: motore posteriore trazione posteriore, cambio a 4 rapporti con frizione monodisco a secco, la prima non sincronizzata. 
    • Sospensioni: anteriori a ruote indipendenti trapezi, molle elicoidali, tamponi elastici, posteriori a ruote indipendenti, bracci longitudinali, molle elicoidali, tamponi elastici, ammortizzatori idraulici sulle 4 ruote. 
    • Freni: a tamburo sulle 4 ruote
    • Dimensioni: lunghezza 3.95 m, larghezza 1.52 m, altezza 1,37 m, peso a vuoto 620 kg
    • Prestazioni: velocità max 116 km/h, accelerazione 0-100 km/h in 44 secondi
    • Consumo: medio 6 litri/100 km
    • Pneumatici: 500 - 15  pneumatici equivalenti: 135/80 R15 - 135 R15

    Curiosità:

    La Dauphine viene presentata per la prima volta nel 1956 dalla casa francese Renault, e vista la linea gradevole, e i consumi piuttosto contenuti, divenne  in breve divenne un successo mondiale,

    La produzione durò fino al 1967 quando ormai le vendite crollarono di brutto a causa della concorrenza di nuovi modelli.

    La Dauphine venne prodotta su licenza dall'Alfa Romeo in Italia, in Brasile dalla Fasa - Renault, e in Argentina dalla Ika.



    domenica 20 ottobre 2013

    Fiera di Auto e Moto d'Epoca a Padova 24 - 27 ottobre 2013




















    Appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di auto e moto d'epoca

    Nei giorni 24 - 25 - 26 - 27 ottobre 2013 si terrà la 30° edizione del più importante salone italiano d'auto e moto d'epoca, dove visitatori e appassionati del settore provenienti da tutta europa avranno la possibilità di ammirare la più completa esposizione di autovetture, moto e ricambi d'epoca.

    Si potranno ammirare oltre 1600 modelli diversi su una superficie espositiva di 90.000 metri quadri.

    I partner dell'evento Auto e Moto d'Epoca sono le case automobilistiche, commercianti e rivenditori di auto, moto e ricambi, di tutta europa, club storici, musei, scuderie,...

      Non mancate.

    Per ulteriori informazioni: http://www.autoemotodepoca.com

    mercoledì 16 ottobre 2013

    Jensen Interceptor (1966 - 1976)


    

     
    Jensen Interceptor



     
     
     Jensen Interceptor 
    La Jensen Motors fondata dai Fratelli Jensen, è stata una casa automobilistica britannica attiva dal 1931 fino al 2002.

    La Jensen Interceptor è un progetto di auto sportiva di lusso che prende forma negli anni 60, una Gran Turismo che aveva lo scopo di fare concorrenza ad automobili del calibro di Aston Martin e Bentley .

    La Jensen Interceptor è il frutto dell’unione dello stile italiano, dell’ artigianato inglese, e della potenza americana.

    Il pianale della Interceptor era stato progettato dalla stessa Jensen, mentre il progetto della carrozzeria era stato affidato inizialmente alla Touring di Milano, e poi successivamente alla Vignale di Torino, che basandosi sui disegni della Touring, realizzo il modello che venne esposto al Salone di Londra del 1966, la Jensen Interceptor Mk I.  
    Per la motorizzazione, venne scelto il potente V8 della Chrysler, carburatore quadricorpo, 6,3 litri e 325 cavalli di potenza che spingevano la grossa coupè fino a 214 Km/h, nonostante il notevole peso di 1680 Kg.

    Con la sua particolare vetrata avvolgente posteriore, (particolare riproposto dalla Porsche alcuni anni più tardi) la Jensen Interceptor è una elegante coupè con portellone posteriore, interni 2+2 spaziosi, comodi e ben rifiniti da materiali di pregio, selleria, pannelli e cruscotto in pelle, inserti in radica di noce per cruscotto e pannelli porte.

     Le dimensioni della Jensen Interceptor erano notevoli, lunga 477 cm , larga 175, passo 267 cm, meccanicamente dotata di trazione posteriore, retrotreno ad assale rigido, cambio automatico Chrysler a 3 rapporti sterzo a cremagliera non servoassistito, almeno nella prima serie, impianto frenante con servocomando e dischi sulle 4 ruote

    Oltre che potente, il motore Chrysler era molto fluido e silenzioso, in grado di fornire notevoli prestazioni, infatti la Jensen Interceptor accelerava da 0 a 100 Km/h in appena 7 secondi. 

     Purtroppo il telaio era piuttosto obsoleto per una vettura di quella categoria, infatti le sospensioni ad assale rigido e molle a balestra, risultavano poco adatte alla guida sullo sconnesso, tuttavia, la stabilità era abbastanza buona su strade lisce e scorrevoli. 

    Nel 1968 venne proposta una versione veramente speciale, ovvero la Jensen Interceptor FF dotata di trazione integrale permanente e differenziale centrale Ferguson.

    La Jensen Interceptor FF è stata la prima autovettura stradale a 4 ruote motrici, 13 anni prima della famosa Audi Quattro, ed è stata la prima ad essere dotata di sistema frenante antibloccaggio ABS.

    La trazione integrale era stata realizzata dalla società British, e il differenziale centrale a autobloccante ad accoppiamento viscoso della ditta Ferguson. FF sta per Formula Ferguson, questo particolare differenziale in normali condizioni di guida ripartiva il 63 % della coppia alle ruote posteriori.

    Un test di guida dell’epoca ad opera della rivista Autocar, giudicò la Jensen Interceptor FF come l’automobile ad alte prestazioni più sicura finora costruita.

    La Jensen interceptor FF era dotata di sistema frenante con un primitivo sistema ABS meccanico Dunlop, che migliorava sensibilmente la stabilità della vettura in frenata.

    Causa l’elevato costo la Jensen FF ebbe vita breve, venne infatti prodotta tra il 1968 e il 1971 e venduta in appena 320 esemplari.

    In dieci anni di produzione l’Interceptor venne più volte aggiornata e ristilizzata, la prima serie è la Jensen Interceptor Mk I, prodotta dal 1966 al 1969 in 1024 esemplari.



    La Jensen Interceptor Mk II prodotta tra il 1969 e il 1971 in 1128 esemplari, subì un restyling per il frontale, e per alcuni dettagli negli interni.

    L’aggiunta di un nuovo carburatore fece aumentare la potenza a 330 Cv, i freni anteriori vennero dotati di dischi auto ventilati. Stesse modifiche vennero applicate anche alla versione FF.


    La Jensen Interceptor Mk III prodotta tra il 1971 e il 1976 venne dotata di nuovi sedili e di nuovi accessori sia all’interno che all’esterno della vettura, come i nuovi cerchi in lega e altri dettagli.

    Anche la meccanica venne rinnovata con dischi auto ventilati anche al retrotreno, venne offerta la versione più potente ovvero la Jensen Interceptor Mk III SP (Six Pack) con un nuovo motore, tre carburatori a doppio corpo, cilindrata 7206 Cc da 385 CV, e 230 km/h di velocità massima, e prestazioni entusiasmanti.

    Il vecchio motore da 6286 Cc, venne depotenziato a 300 Cv, con questo motore la velocità massima era di 210 km/h.

    Con la serie Mk III esce di scena la versione FF a 4 ruote motrici.

    La Jensen Interceptor Mk III uscì dal listino nel 1976, con la chiusura della Jensen Motors Ltd causa la crisi energetica, le nuove normative sull’inquinamento e sul consumo di carburante che crearono problemi alle vendite di auto ad elevate prestazioni.

    Dopo la chiusura della fabbrica nel 1976, vennero fatti alcuni tentativi per riprendere la produzione della Interceptor, nel 1987 venne presentata la Interceptor S4, e nel 2001 la Interceptor C-V8, ma nel 2002 ci fu la chiusura definitiva.

    

    giovedì 1 novembre 2012

    Pneumatici per Auto d'Epoca di Misure Obsolete, Ecco Cosa Fare


    Come Trovare Pneumatici per Auto d'Epoca di Misure Obsolete.

    Tabelle di Conversione del Ministero dei Trasporti,  Norme CUNA NC 053-05

    Pneumatici di Misura Alternativa per essere in Regola con il Codice della Strada.


    Alcune misure di pneumatici montati su molte auto d'epoca non sono più reperibili in commercio.

    Per risolvere il problema e essere in regola con il codice della strada, si può sostituire gli pneumatici obsoleti ormai irreperibili, con pneumatici equivalenti  a marcatura difforme da quanto indicato sulla carta di circolazione, secondo le disposizioni del  Ministero dei trasporti, che  ha emanato tabelle di conversione dove viene indicato il pneumatico a marcatura obsoleta e il relativo sostituto reperibile in commercio.

    La tabella in questione è scaricabile dal sito: http://www.officinabartolini.it/cuna.pdf

    Il sito GommaDiretto.it è specializzato nella vendita online di pneumatici a prezzi ultraconvenienti, e include una apposita sezione per pneumatici di auto d'epoca dove è possibile ricercare ai migliori prezzi del mercato i pneumatici per la propria auto d'epoca, come si vede nell'immagine sottostante.




    Per trovare e acquistare i pneumatici per la propria auto d'epoca è semplice, basta controllare il numero indicato dalla carta di circolazione, visitare il sito GommaDiretto.it , accedere alla sezione Pneumatici d'Epoca, inserire i dati dei pneumatici desiderati e cliccare Trova Pneumatici.

    Se non viene trovato nessun pneumatico è possibile che i pneumatici della vostra auto d'epoca siano obsoleti e non più in produzione, quindi bisogna consultare le tabelle del ministero dei trasporti al sito
     http://www.officinabartolini.it/cuna.pdf  dove potrete trovare l'elenco di tutti i pneumatici obsoleti per automobili  e autoveicoli  fino a 3,5 tonnellate e loro rimorchi, e i pneumatici equivalenti oggi reperibili in commercio, consiglio di stamparla e tenerla assieme alla carta di circolazione della vostra auto d'epoca se avete montato pneumatici alternativi a quelli indicati, può capitare che qualche agente non sia informato in merito a queste disposizioni.

    Una volta ottenuto il numero del pneumatico equivalente per la propria auto d'epoca si torna al sito GommaDiretto.it  si clicca sulla sezione  Pneumatici d'Epoca, si inserisce nell' apposito box di ricerca i dati relativi ai pneumatici desiderati e si può acquistare gli pneumatici direttamente dal sito che arriveranno a casa tramite corriere espresso.

    Per il montaggio basta rivolgersi ad un gommista convenzionato con Gommadiretto ricercando quello più vicino a casa vostra direttamente sul sito.

    Personalmente ho acquistato diverse volte gli pneumatici per la mia auto su gommadiretto e mi sono sempre trovato bene sia per quanto riguarda il prezzo molto competitivo che per i tempi di consegna.

    Se non volete acquistare online rivolgetevi al vostro gommista di fiducia. 

    http://www.GommaDiretto.it

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    • 7-8 Febbraio 2009 "Milano Classic Motors"
    • 15-16 Novembre Salone del Modellismo Presso Padova Fiere
    • 8-12 Dicembre 2008 Fiera Ricambi Auto Moto d'Epoca a Ferrara