sabato 14 dicembre 2013

Alfa Romeo Alfetta 1800 (1972 - 1975)

Alfa Romeo Alfetta 1800












La Storia:


L'Alfetta 1800 è una berlina sportiva di classe medio - alta, conosciuta anche come  progetto Tipo 116, il suo compito è stato quello di sostituire la 1750 berlina, inserendosi in un segmento tra la Giulia Super 1600 e la 2000 berlina, l'Alfetta doveva servire a sostituire il primo dei due vecchi modelli che avesse perso gradimento.

Rispetto alla Giulia e alla 2000 berlina, il progresso tecnico dell'Alfetta 1800 era evidente, sia per la meccanica più raffinata ed evoluta, che per la carrozzeria armonizzata con la scocca, completavano il quadro il grande padiglione, e le estese superfici vetrate con cristalli laterali curvi introdotti per la prima volta su un'Alfa Romeo.

Il progetto Tipo 116 Alfetta viene avviato verso la fine del 1967, ma la presentazione ufficiale del modello definitivo avviene nel maggio del 1972 a Trieste.

L'Alfetta 1800 avrebbe dovuto essere presentata al salone di Torino del 1971, ma problemi politici, scioperi nello stabilimento di Arese, e altri problemi tecnici ritardarono il progetto, inoltre la direzione Alfa Romeo a partecipazione statale, preferì dare la precedenza al progetto Alfasud.

Ad amplificare i ritardi ci furono problemi meccanici, come l'eccessiva vibrazione dell'albero di trasmissione.
L'Alfetta 1800 aveva il cambio al retrotreno e il motore anteriore, l'albero di tramissione faceva gli stessi giri del motore e vibrava al punto tale da provocarne la rottura.
Il problema fu risolto grazie all'adozione di un giunto speciale tra i due tronconi dell'albero di trasmissione che riuscì ad eliminare le vibrazioni.

Viste le originalità tecniche che non trovano riscontro in nessun'altra berlina del periodo, l'Alfetta è l'automobile più rivoluzionaria realizzata dall'Alfa Romeo nel dopoguerra, il progetto 116 è stato seguito da Orazio Satta, Ivo Colucci, e Giuseppe Busso, la carrozzeria è opera del Centro stile Alfa Romeo, alcuni elementi del frontale fanno assomigliare l'Alfetta 1800 ad altri modelli  Alfa Romeo, mentre il resto della carrozzeria è diverso, meccanicamente l'Alfetta 1800 aveva tutte le caratteristiche di un'auto da corsa.

L'Alfetta 1800 nacque in un momento difficile della storia italiana, agitazioni sindacali, scioperi, problemi economici, problemi politici, ricordiamo che l'Alfa Romeo era un'azienda  a partecipazione statale, inoltre l'Alfetta subiva anche la concorrenza interna della Giulia e della 2000 che rimasero in produzione fino alla seconda metà degli anni '70.

L'Alfetta non ebbe il successo della Giulia, è stata una macchina amata, ma dimenticata in fretta, ma nonostante tutto l'Alfetta è stata uno dei simboli dell'automobilismo italiano degli anni '70, ed è stata per anni una delle vetture più vendute in Italia, molto conosciuta ed apprezzata anche all'estero per le sue doti eccezionali.

Il nome ricorda la celebre Alfetta 159, vettura monoposto famosa negli anni '40 per i suoi successi nelle competizioni sportive.


La Tecnica:


L'Alfetta 1800 è una vettura innovativa rispetto ai precedenti modelli per l'impostazione meccanica,  le soluzioni meccaniche raffinate, per il comfort di marcia che risulta notevolmente migliorato rispetto ai vecchi modelli, l'aspetto più interessante dell'Alfetta 1800 è quello tecnico che pur seguendo l'impostazione classica della casa, ovvero motore anteriore, trazione posteriore, introduce soluzioni raffinate in uso solo su vetture di classe superiore.

La vera novità introdotta con l'Alfetta 1800 è il gruppo di trasmissione tutto al retrotreno, cambio e frizione in blocco con il differenziale e ponte posteriore  De Dion 
Questo raffinato sistema offre assieme i vantaggi del ponte rigido e del ponte a ruote indipendenti.

Questo sistema di trasmissione offre una riduzione delle masse non sospese al retrotreno del 30%, inoltre il ponte De Dion mantiene le caratteristiche di direzionalità e resistenza al rollio tipiche del ponte rigido.
Il ponte posteriore  De Dion dell'Alfetta 1800 è composto da una struttura tubolare a triangolo ancorata trasversalmente mediante parallelogramma di Watt.

Il cambio è a 5 marce in blocco con il differenziale, la forza arriva dal motore grazie ad un albero di trasmissione e viene trasmessa alle ruote mediante semiassi resi oscillanti da giunti omocinetici, gli innesti delle marce possono risultare difficoltosi a causa della lunghezza dei leveraggi, l'escursione delle marce è notevole, è necessario un pò di tempo per abituarsi, molti alfisti non erano contenti di questa nuova soluzione e rimpiangevano il cambio della Giulia.

L'albero di trasmissione che collega il motore al cambio ha lo stesso regime di rotazione del motore ed è sempre in movimento dato che la frizione si trova al retrotreno, con il cambio in folle e motore al minimo si avverte una leggera rumorosità.

I freni sono a doppio circuito a 4 dischi, quelli posteriori sono all'uscita del differenziale, e beneficiane del limitatore di frenata per evitare il bloccaggio delle ruote.

Il sistema a ponte De Dion dell'Alfetta 1800 garantisce una perfetta distribuzione dei pesi, 50% all'avantreno e 50% al retrotreno, assieme alle ottime caratteristiche dello sterzo a cremagliera, montato per la prima volta su una berlina Alfa Romeo, offrono un'ottima tenuta di strada in tutte le condizioni, portando l'Alfetta ai vertici della sua categoria.
La sensazione di sicurezza alla guida dell'Alfetta 1800 è difficilmente riscontrabile in alte vetture della stessa potenza.

All'avantreno l'Alfetta 1800 dispone di sospensioni a barre di torsione introdotte per la prima volta su una berlina di serie Alfa romeo.

Il motore è lo stesso di quello montato sulla 1750 berlina, a parte la nuova coppa dell'olio, nuovo disegno dei collettori e ventola di raffreddamento elettrica.
Il  quattro cilindri bialbero da 122 CV DIN è ottimo sotto tutti gli aspetti, la coppia motrice è elevata e disponibile anche dai bassi regimi, inoltre sopporta molto bene il fuori giri, la velocità è più che buona, quasi 185 km/h, grazie alla migliorata profilatura della carrozzeria e ai rapporti del cambio allungati.

L'Alfetta è una 5 posti dall'abitacolo spazioso e confortevole, i sedili sono comodi e offrono una buona tenuta, il posto di guida è buono grazie alla possibilità di regolare il volante in altezza e inclinazione, buona la strumentazione di serie, funzionale la plancia e i comandi.

Il comfort di marcia non è mai stato eccellente nelle precedenti Alfa Romeo, ma con l' Alfetta è stato  curato, la rumorosità è molto contenuta, il rumore del motore si nota dopo i 5000 giri/min ma non è fastidioso, nel complesso la vettura è comoda e silenziosa, grazie alle maggiori dimensioni dell'abitacolo, alla buona insonorizzazione, e alle nuove sospensioni.

Le finiture non sono mai state un punto di forza delle Alfa Romeo, nell'Alfetta erano piuttosto scarse rispetto alla concorrenza, perfino peggiori rispetto alla 2000 berlina.

Il comportamento su strada dell'Alfetta 1800 è di alto livello, il motore è ottimo sotto tutti gli aspetti, più potente ed elastico di quello della 1750 berlina, consente di raggiungere i 185 km/h di velocità massima, valore che nessuna vettura della categoria dell'Alfetta riesce ad ottenere, il motore è talmente potente che si rischia di andare in fuorigiri anche in quinta marcia.

Anche l'accelerazione è molto buona, l'Alfetta 1800 accelera da 0 a 100 km/h in 9,8 secondi, risultato migliore di quello ottenuto dalla 1750, il vantaggio dell'Alfetta 1800 è dato dalla trasmissione a ponte De Dion, che garantisce maggiore aderenza al suolo delle ruote motrici riducendo notevolmente il pattinamento.

La tenuta di strada è ottima in tutte le condizioni, grazie alla perfetta distribuzione dei pesi, e alle caratteristiche dello sterzo, il comportamento è neutro, la sensazione di sicurezza alla guida dell'Alfetta 1800 è eccellente.


Caratteristiche Tecniche:

  • motore: tipo 01608  quattro cilindri bialbero 1779 cc, alesaggio x corsa = 80 x 88,5 mm
  • alimentazione: 2 carburatori doppio corpo orizzontali Weber 40 DCOE/32 
  • potenza max: 122 Cv DIN - 140 CV SAE a 5500 giri/min
  • coppia max 19,0 mkg SAE a 3000 giri/min
  • trasmissione: cambio a 5 rapporti tutti sincronizzati in blocco con il differenziale,frizione monodisco a secco, trazione posteriore, retrotreno a ponte de Dion con parallelogramma di Watt
  • freni: idraulici a disco sulle 4 ruote con servofreno, dischi posteriori all'uscita del differenziale
  • carrozzeria: berlina 4 porte 5 posti, scocca autoportante in acciaio
  • dimensioni: lunghezza 4,28 m, larghezza 1,62 m, altezza 1,43 m, peso 1060 kg
  • prestazioni: velocità max oltre 180 km/h
  • consumo: medio 11,5 litri/100 km
  • pneumatici: 165 SR 14
  • serbatoio: 49 litri
  • accessori a richiesta: Interno texalfa, appoggiatesta regolabili, lunotto termico, vernice metallizzata
Prezzo di listino nel 1972: 2.245.000 lire
Valutazione attuale: 6000 euro (ruoteclassiche Novembre 2013)


Hanno Parlato Di Lei:

Quattroruote Giugno-Luglio 1972 (prova su strada)

Quattroruote Maggio 1975 (prova dei 100.000 Km)

Quattroruote ha sempre dedicato attenzione alla resistenza e alla durata nel tempo delle automobili, per questa prova sono stati percorsi con un' Alfetta 1800 100.000 km, dopodichè la vettura è stata  sottoposta ad un test delle prestazioni, dello stato della carrozzeria, infine l' Alfetta 1800 è stata smontata pezzo per pezzo verificarndo il grado di usura degli organi meccanici.

L'Alfetta 1800 con 100.000 km percorsi, registrava le stesse prestazioni di quando era nuova, in certi casi erano addirittura migliorate, la carrozzeria, e gli organi meccanici erano ancora in ordine, e in grado di percorrere ancora chilometri.


Curiosità:

L'Alfetta a due porte

Per il progetto Tipo 116 era prevista la realizzazione di un modello a due porte, destinato ai mercati del centro Europa come la Germania, paesi dove le vetture a due porte erano più richieste.
Questo modello rimase a livello di studio, fu realizzata la scocca a livello di prototipo, ma non entrò mai in produzione.

L'Alfetta 1800 è stata una vettura molto famosa negli anni '70 in dotazione a Polizia Stradale, Carabinieri e Guardia di Finanza come vettura da inseguimento, sostituiva le ormai datate Giulia 1600, molto presente nella produzione cinematografica dell'epoca, soprattutto nel filone poliziottesco in cui pericolosi banditi venivano inseguiti dalle forze dell'ordine a bordo di velocissime Alfetta.

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